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MARIA SOFIA DI BORBONE L'EROINA DI GAETA



Questa sera vi parlerò di una storia triste ma che con il passare del tempo diventa sempre più bella; vi parlerò dell'ultima Regina che ha attraversato il suolo di Bisacquino: Maria Sofia di Wittelsbach moglie di Francesco II di Borbone; per un breve periodo i sovrani vissero nella reggia di Ficuzza allora con il vaporetto non era difficile da Napoli raggiungere la Sicilia; oltre al bosco di Ficuzza si spostavano anche a Santa Maria del Bosco in quanto allora vi era la c.d. caccia alla volpe alla quale partecipava anche la regina, che per tutta la vita restò sempre legata a questa giornata gioiosa che si svolgeva in campagna, A Bisacquino i sovrani vennero ospitati nel convento dei padri carmelitani; il padre provinciale dal nome Amoroso nativo di Bisacquino nel 1861 verrà arrestato dall'esercito dei Savoia per l'amicizia con la famiglia reale del Regno delle Due Sicilie.
All'età di vent'anni Sofia diventa regina il suo sposo Francesco II che di anni ne ha 23 diventa sovrano del Regno delle Due Sicilie, che come territorio equivale a tutta l'Italia meridionale. Allora questo regno era uno dei più industrializzati d'europa, ed ora anche la storia comincia a valorizzare questa famiglia reale per quanto fece per il sud. Francesco era una persona di carattere buono, aveva preso dalla madre che per quanto fece in vita dalla Chiesa è stata proclamata Beata. Liberò tutti i prigionieri e nella conduzione dello Stato si mostrò consenziente con tutti. La sua bonarietà fu vista come debolezza da parte di molti napoletani che gli appellarono il nomignolo di Franceschiello. Il primo cugino Vittorio Emanuele II, approfittò di questo fatto e fece guerra al cugino, accordandosi con il generale Garibaldi. Francesco II per timore che la città di Napoli dove lui tra l'altro era nato, fosse distrutta dai bombardamenti decise di spostarsi con le sue truppe a Gaeta; ma la maggior parte del suo esercito non lo volle seguire, in quanto i generali erano stati corrotti dal Cavour. Solo un piccolo esercito segui il re e la sua consorte. A Gaeta la lotta tra i Savoia ed i Borbone era impari, in quanto i Savoia potevano contare su più di 150.000 uomini. Maria Sofia per quei tempi era una riformista in quanto era una regina che portava i pantaloni, era sorella della famosa regina Sissi che spesso vediamo nel film in tv. A Gaeta a causa dei bombardamenti la popolazione voleva fuggire, ma affascinata dal carattere coraggioso di Maria Sofia che curava i feriti, divideva il rancio con i soldati, aveva un sorriso per tutti e sopratutto quando i bombardamenti erano insistenti restava in prima linea, decise di restare e combattere a fianco della sua regina, per questo la città da allora prese l'appellativo di fedelissima. Il re pur avendo studiato dai padri Scolopi e non avendo una cultura militare alla stregua della moglie restava in prima linea a dirigere le sue truppe e a non tirarsi indietro quando i bombardamenti erano pesanti. La regina sia per la sua bellezza ma anche per i suoi modi gentili era amata da tutti i soldati, molti di essi moribondi pronunciavano il suo nome.. Dopo cinque mesi di combattimenti. anche perchè a Gaeta nel frattempo era scoppiata l'epidemia del tifo, l'esercito Borbone dovette arrendersi. Sofia e Francesco andarono in esilio a Roma, L'esercito dei Savoia per l'eroismo mostrato dai soldati avversari, concesse l'onore delle armi, che è una pratica militare antichissima, dove i soldati sconfitti passano in rassegna l'esercito avversario come se loro fossero stati i vincitori. Sofia nel salutare i soldati mentre si suonava l'inno del Regno delle Due Sicilie pianse. Era la prima volta che piangeva da quando era arrivata a Gaeta. Il regno di Francesco e Sofia durò solo un anno. Come al solito il tempo è galantuomo, oggi dai napoletani questo suo figlio Francesco II per il coraggio mostrato a Gaeta non viene più chiamato Franceschiello ma O Re. Se Garibaldi fu l'eroe del risorgimento la regina Sofia ne fu l'eroina. La vita di Francesco e Sofia non fu facile, ebbero solo una figlia Maria Cristina che dopo un mese dalla nascita si ammalò e morì all'età di tre mesi. Il re Francesco e la regina Maria Sofia morirono in esilio: nel 1984 i loro corpi e quello di Maria Cristina furono sepolti a Napoli e si trovano in una delle più grandi basiliche della città nella chiesa di Santa Chiara.
Oggi da tutto il mondo si recano a portare un fiore sulla tomba della regina. Il poeta napoletano Ferdinando Russo scrisse questi versi molto belli su Maria Sofia; dalle testimonianze raccolte da un soldato Borbone:

E ‘a Riggina! Signò!… Quant’era bella!

E che core teneva! E che maniere!

Mo na bona parola ‘a sentinella,

mo na strignuta ‘e mana a l’artigliere…

Steva sempe cu nui!… Muntava nsella

currenno e ncuraggianno, juorne e sere,

mo ccà, mo Uà… V ‘o ggiuro nnanz’ ‘e sante!

Nn’èramo nnammurate tuttuquante!

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