Bisacquino medievale

 Con il passaggio di Bisacquino nel 1183 alla diocesi di Monreale il paese acquista prestigio, nel palazzo arcivescovile che viene costruito accanto al Duomo viene dipinto lo stemma di Bisacquino, con i colori bianco e celeste ed "una fontana zampillante", assieme a quello di Corleone e Monreale i tre paesi più grandi del territorio. Monreale diviene una sede importante, tanto che l'Arcivescovo di Monreale sovraintende altre due diocesi dove è rappresentato da due vescovi. Per più di cinquecento anni la famiglia più importante del paese è la famiglia Florena. Vivono nelle abitazioni dove sorgeva la Bisacquino araba, ingrandiscono il loro palazzo che dalle case che oggi si chiamano "Dell'Orto" arriva sino alla discesa Varca. Intorno a questo grande palazzo sorge il paese. Il basso medioevo che va dall'anno mille sino al 1492, è un periodo florido per Bisacquino, vengono edificate quindici chiese tra le quali la vecchia chiesa Madre sempre nella piazza. Inoltre viene realizzata una grande fontana come quella dello stemma. Per quanto riguarda la fontana ho preso spunto dall'ottimo lavoro realizzato da Mons. Saverio Ferina in "Storia del Sacro". E' nella chiesa madre, che si concentrerà la vita religiosa e politica del paese. Con Federico II di Svevia i riti religiosi fanno da corollario alla vita del paese, le sfilate per i matrimoni più importanti, il giuramento dei cavalieri, la consacrazione del clero, delle religiose e dei religiosi, avvengono in questa chiesa, come la presa di possesso del Vicario Foraneo. Bisacquino ha dei cavalieri che fanno la guardia alla città, altri che partono per le crociate ed infine quelli che partecipano alle guerre. Lo spirito dei cavalieri del tempo nell'europa occidentale, è romanzato in seguito dall'Ariosto con i mitici cavalieri Orlando e Rinaldo che per amore di Angelica offrono la loro spada in difesa della cristianità. Intorno al 1450 sorge la badia, dove le suore vi possono entrare con o senza dote. Quelli che vi entrano con una dote svolgono i compiti più importanti, quelli senza dote i lavori più umili. Il convento del Carmine diventerà il convento più importante della diocesi, tanto di essere sede del padre provinciale e viene abbellito da uno splendido chiostro. I Florena ottengono nel corso del 1500, anche l'ammirazione di Carlo V°, per avere fornito al suo esercito, molti cavalieri, più del dovuto, tanto da conferire alla famiglia Florena del tempo ed ai suoi discendenti, l'onore di far parte dell'Ordine dello Sperone d'Oro, la più alta onorificenza che si può dare ad un cavaliere, istituita dalla Santa Sede. Gli artigiani, cominciano ad organizzarsi, così vi è la strada dove lavorano tutti i falegnami, quella dei fabbri, quella dei calderai e cosi di seguito. Essi si organizzano in corporazioni, per difendere i loro interessi e per una forma di mutuo soccorso, i loro rappresentanti partecipano alle decisioni della città. Il paese è guidato per l'aspetto temporale da un governatore e da quattro giurati ma la figura più importante è il vicario foraneo un sacerdote, rappresentante dell'Arcivescovo, che sovraintende sia la vita spirituale che quella temporale. Finite le crociate, le guerre e venendo meno il presidio della città, i cavalieri divengono solo delle figure istituzionali. Bisacquino in quel periodo viene chiamata con il titolo di Nobilis Universitas, i quattro satiri della fontana della piazza indicano le quattro famiglie più importanti del paese, tra l'altro imparentate tra loro. Secondo una mia idea, vi fu una progettazione del paese, realizzata, considerando l'eventuale estensione con quattro chiese ai confini: Sant'Antonio, San Francesco d'Assisi, il Rosario e la Maddalena. Per questo, si creavano quattro triangoli, in una croce greca; ogni triangolo aveva un rappresentante: Sant'Antonio i Florena, Grazia Placo Almerici, Rosario Bona e Maddalena Ambona. Ho fatto questa ipotesi considerando dove erano collocate le proprietà di queste quattro famiglie.

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