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Guglielmo II°

Dopo l'anno mille, l'anno in cui si credeva che vi doveva essere l'apocalisse, la fine del mondo, una ventata di nuovo attraversò l'Europa occidentale; l'unica certezza che, però, restava alle popolazioni di questi territori, era il papato, che dopo la fine dell'impero romano, era l'unica istituzione rimasta. Il sommo pontefice Gregorio VII°, capì che era il momento di rafforzare la figura del Papa, infatti, dettò alcune regole, sul primato del pontefice sugli altri sovrani della terra, inoltre il primato spirituale della sede di Roma sulle altre sedi, in questo il pontefice, trovò l'appoggio dei sovrani normanni, che regnavano in Sicilia. Era cominciata la lotta per le investiture! Porterà il sovrano dei territori dell'impero carolingio (che comprendeva il nord Italia e la Germania) Enrico IV°, ad umiliarsi a Canossa, dinnanzi a Gregorio VII°, restando per tre giorni al freddo, prima di essere ricevuto. I papi successivi, rafforzeranno la loro influenza, tanto da prevalere anche sul potente sovrano Federico II di Svevia. Con la conquista dei normanni del sud della penisola italiana, in teoria, tutti i territori dell'Italia del sud dovevano passare sotto l'influenza spirituale del Patriarcato di Costantinopoli, ma i normanni accettarono le regole dettate da Gregorio VII° sul primato della sede di Roma; questo provocò il primo grande scisma della chiesa.
I Normanni, nella Sicilia occidentale edificarono delle grandi cattedrali come a Cefalù, a Palermo ed a Monreale. Il sovrano che realizzò il Duomo di Monreale fu Guglielmo II°, cinque anni dopo che erano iniziati i lavori, per volontà di Guglielmo Bisacquino era il primo paese ad essere concesso all'arcivescovo conte di Monreale. La leggenda racconta che Guglielmo, mentre si stava riposando alle pendici di un monte nei pressi di Monreale, fece un sogno, gli apparì la Madonna, che gli diceva di scavare in un posto, dove avrebbe trovato un tesoro nascosto dal padre Guglielmo I°. Egli, scavando trovò effettivamente il tesoro, così decise di costruire in quel posto una chiesa ed una città che chiamò Montis Regalis (Monreale). I lavori, cominciarono, nel 1176. Guglielmo II°, resterà nella storia, come un sovrano illuminato, aperto agli altri popoli, che si circondò di persone valide, delle quali alcune di origine araba. Si deve secondo me, ai collaboratori di Guglielmo II°, la nuova progettazione di Bisacquino, il paese al quale, probabilmente, Guglielmo, dopo Monreale, era di più legato. Sia per il luogo, che si trovava alle pendici di un monte, come nel sogno, sia per la tanti sorgenti d'acqua che scaturivano dalla terra. Gugliemo II° morì all'età di 36 anni ed è sepolto nel duomo di Monreale: non poteva sapere, che in quelle vallate, circa quattrocento anni dopo, sarebbe apparsa una Luce: la Madonna del Balzo.

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