I libri siciliani del bene e del male


Molti di Voi sicuramente avranno letto il libro "Il nome della rosa" di Umberto Eco, ma nel libro non si fa alcun cenno quali erano i libri cosi importanti per il frate bibliotecario. Secondo un racconto che si trasmette da secoli nel mondo ecclesiastico delle nostre zone, in un abbazia vicino Bisacquino chiamata Santa Maria del Bosco che era il complesso monumentale più grande della Sicilia i monaci templari avevano portato uno o due libri che avevano trovato nel tempio di Gerusalemme di Salomone nella prima crociata. Alcuni dicono che si trattava di un libro dove erano custodite nella prima parte delle formule magiche per ottenere dei miracoli e nella seconda parte delle formule magiche per richiamare il male. Altri sostengono che si trattasse di due libri uno sul bene per richiamare gli Angeli l'altro sul male per richiamare dei diavoli. A quanto pare questi libri nel 1500 furono copiati e visto che il paese più vicino all'abbazia era quello di Bisacquino passarono nelle mani di un certo Galileo, al quale dedicheremo una pagina. Il libro o i due libri del 1500 si possono trovare in commercio ma molti sostengono che gli originali sono completamente diversi. Con la Chiusura dell'Abbazia questi due libri probabilmente furono custoditi  a Palermo ed una fonte molto attendibile va verso questa direzione; un altra fonte anch'essa attendibile vuole che siano custoditi in una chiesa del messinese nel paese di Ficarra che fu ingegnata e progettata a Santa Maria del Bosco e della quale ritorneremo a parlare quando tratteremo delle quattro facce della fontana della piazza della Triona. Su you tube trovate un video su alcune delle immagini che dovrebbero essere contenute nel libro, vi ritroverete anche il quadro di San Bernardo dei Tolomei che si trovava nella chiesa dell'Abbazia e che è il fondatore degli Olivetani. Questi fece un sogno nel quale vide una scala che giungeva sino al paradiso.  

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