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I Monaci di Santa Maria


Una buona serata a tutti lo scorso anno, ho iniziato la storia di Bisacquino, partendo dalla foresta di Santa Maria, in questo bosco dove vivono dei monaci guerrieri che saranno di aiuto ai Normanni, per sconfiggere i Saraceni, nelle roccaforti di Entella e di Battellaro, che si trova nel territorio di Bisacquino. Questi monaci, costruiranno nel bosco di Santa Maria, dopo il mille, un convento benedettino. Il paese più vicino all'abbazia, in quel periodo, è quello di Bisacquino, che nel frattempo è passato sotto la giurisdizione dell'Arcivescovo - Conte di Monreale. In questo periodo, viene indetta la prima Crociata, per liberare la città di Gerusalemme, caduta nelle mani degli Arabi e non più visitabile dai pellegrini cristiani. Anche i monaci, guerrieri, di Santa Maria vi partecipano, indossando delle tuniche bianche con al centro una croce rossa. Con la conquista di Gerusalemme, anche i monaci di Santa Maria, saranno custodi del tempio (Templari). Già nel XIII secolo, non si parla più di monaci guerrieri, tornano al loro ruolo originario di umiltà, di castità e di obbedienza alle regole dell'ordine Benedettino. A differenza del clero secolare, che nel basso medioevo può contrarre matrimonio, i monaci avendo fatto voto di castità, conducono una vita comunitaria dentro l'abbazia; questo fa sì, che possono dedicarsi alla preghiera ed allo studio. Il prestigio dell'Abbazia, è misurato sulla qualità degli studi, e sui libri posseduti dalla biblioteca, dove si conservano anche i libri proibiti, accessibili all'abate, che non può essere rimosso da questa carica ed al bibliotecario, generalmente il monaco di messa più anziano. La gestione materiale dell'abbazia, viene affidata a degli amministratori non ecclesiastici, che a loro volta si servono di campieri, per il controllo del territorio. Gli abati si sentono, in questo periodo, investiti di un'autorità superiore rispetto all'alto clero secolare, che è accusato di eccessiva mondanità. I monaci nell'Europa occidentale come a Cluny o a Monteccassino, comprendono che sono loro, i veri depositari della Fede, per questo Santa Maria ben presto, come ho accennato lo scorso anno, diventerà nel periodo del re Alfonso, il centro più importante della Cristianità. Nel basso medioevo, la società può dividersi in tre categorie: quelli che pregano (il clero), quelli che offrono protezione (i nobili, i cavalieri, i borgesi ed i campieri), quelli che lavorano (contadini ed artigiani). E' una società all'origine violenta, dove il signore locale, impone le proprie regole con la forza, e dove il cavaliere che vince, è quello più brutale; inoltre, nel periodo dei Normanni, vi sono di continuo guerre tra le signorie locali, o tra un borgo ed un altro; per questo le città e i borghi si cingono di mura; alcuni dei caratteristici archi di Bisacquino. Gli studiosi nelle Abbazie, intuiscono, che quella società, ha bisogno di regole rigide, fondate sul Cristianesimo. Quello che succedeva, ad esempio a Bisacquino, in origine nel palazzo della signoria i Florena, la celebrazione dei matrimoni, l'investitura dei cavalieri, l'ordinazione dei sacerdoti, viene istituzionalizzato e si svolge in Matrice. La città già conta più di mille e cinquecento abitanti, che per quel tempo è una cifra elevata; in quanto generalmente la gente vive nelle campagne. Un incremento demografico di Palermo, si avrà durante la dominazione spagnola, che se ne avrò la possibilità, tratterò un'altra volta. Resta, comunque, il territorio vicino Bisacquino, un luogo paludoso, come del resto gran parte della Sicilia, dove ancora attrae la foresta di Santa Maria, luogo di eremitaggio, di mistero e di cacciatori. Nei territori attorno all'abbazia di Santa Maria, i coloni iniziano a coltivare i terreni, gli amministratori che sono dei laici con l'ausilio dei campieri, tengono alla larga i banditi.
Sarà grazie ai monaci delle abbazie che si avrà, una società meno violenta, dove gli stessi cavalieri diventeranno protagonisti dell'amor cortese, che li porterà a combattere in difesa della Cristianità, per rendere onore alla donna amata.

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