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I Normanni a Bisacquino

Nel periodo dei Saraceni, precisamente nell'anno 999, Busackino, conta, come riporta il Canonico Lucia, circa 948 abitanti, un terzo di religione Islamica, il resto Cristiani. Con la dominazione dei Normanni, in origine, si passa a circa 600 abitanti. Probabilmente, i Saraceni, fuggiti da una galleria segreta, si erano rifugiati, nella fortezza di Battellaro; dove appunto, secondo le notizie in mio possesso, terminava questo passaggio. Gli arabi, erano abituati a costruire delle gallerie, in quanto per le forti temperature in Arabia, si muovevano utilizzando dei passaggi sotterranei. Nella prima metà del VIIII secolo, già gran parte della Sicilia, era Normanna. Con la pace di Caltabellotta, gli Arabi lasceranno definitivamente l'isola. Il re normanno Ruggero I, affida Bisacquino, ad una famiglia normanna i Malcovenant. Non crediate, che i Normanni, che arrivano in Sicilia, siano dei barbari che vengano dai paesi nordici. Le loro origini sono nordiche, ma già da circa cento anni, essi si erano insediati nel nord della Francia, regione che appunto è chiamata Normandia. Avevano ottenuto questa regione, senza fare alcuna guerra, in quanto il sovrano francese del tempo, consigliato da degli ecclesiastici, gli aveva concesso questo territorio, purché abbracciassero la religione cristiana. I Normanni, accettarono e si rivelarono molto credenti, tanto da edificare le cattedrali, più belle del tempo. Essi, si mescolarono con la popolazione locale, ne assorbirono gli usi. In Sicilia, si comportarono allo stesso modo. I Normanni, che lasciarono la Francia, portarono in Sicilia le loro famiglie, era persone umili, che si amalgamarono con la popolazione locale. A Bisacquino, la famiglia Malcovenant, andò a vivere nel palazzo, che era stato dell'emiro, per capirci nei cortili di Via Florena. L'altro giorno vi parlavo di quattro porte, che chiudevano la città, ai tempi dei Saraceni. Una che si trovava in Via Degli Orti, una in piazza Triona, una dove ci sono i due archi in via Carmine ed una che era quella principale, in uno dei due cortili. La porta di Via Degli Orti, visto che confinava, con il fiume Bruca, che nasceva all'Acquanova, doveva avere un ponte levatoio. La vita di quel periodo, si svolgeva nei due cortili, dove vi erano una stanza con un pozzo ed una con un forno. Io mi ricordo, in quanto l'ho visto circa quaranta anni fa, il pozzo, non so se esiste ancora; in quanto come vi dicevo si trovava in una stanza, probabilmente adesso chiuso per ragioni di sicurezza. Non c'erano, divisioni sociali, gli uomini in armi erano dediti alla caccia, ed i territori erano abbondanti di conigli e di orsi. Inoltre, alcuni, erano dediti alla pastorizia. La vita, al tramonto o nelle giornate piovose, si svolgeva all'interno del palazzo che era molto grande; vi si svolgevano anche le investiture e celebrazioni religiose; le donne erano dedite al ricamo; gli uomini si esercitavano con le armi, che potevano essere delle spade o dei bastoni, oppure giocavano a scacchi. Il signore locale, organizzava, dei tornei che erano delle battaglie simulate. Nel 1182, i Malcovenant, donarono il territorio di Bisacquino, al primo Arcivescovo di Monreale, Frate Guglielmo. In quanto avevano solo una figlia, che era andata in sposa ad un altro feudatario. Gli storici locali, che per lo più sono dei sacerdoti, parlano di munificenza degli arcivescovi di Monreale, ma di questo ne parlerò una prossima volta.

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