Pagine

Gli alchimisti di Santa Maria



Una buona serata, mi è stato chiesto, che cosa ne pensavo degli Alchimisti; visto che l'argomento l'avevo trattato in maniera frammentaria, è opportuno affrontarlo adesso in questa serata d'estate. Quanto sto per elaborare ora, fa parte dei miei studi nelle facoltà di Scienze politiche e di Teologia; per cui ci saranno delle lacune nel campo scientifico. Nelle grandi abbazie, come Santa Maria del Bosco accadeva, che in alcuni periodi storici, si desse lavoro a più di diecimila persone; diventavano quasi delle città. In quanto in origine, erano i monaci, che insegnavano come coltivare le terre oppure, le invenzioni relative alle varie forme di artigianato. Nello stesso tempo, l'abbazia, era popolata di commercianti e di viaggiatori: perché, vi potrà sembrare strano, ma nel Basso Medioevo erano molti, quelli che viaggiavano; un buon numero avevano il compito di trasportare libri. I monaci, erano anch'essi in gran numero, dovete pensare che a Santa Maria succedeva, che per pregare la notte, i monaci dovessero osservare un turno. I monaci, rispetto alle suore di clausura, erano più liberi e non dovevano osservare le regole del silenzio; inoltre, il loro impegno maggiore doveva essere studiare. Sin quando la magia fu tollerata, per quasi tutto il Medioevo, i monaci facevano degli esperimenti, servendosi per alcuni di questi, delle botteghe degli artigiani. Vi erano, inoltre, dei contatti tra gli studiosi delle varie abbazie. Per questo i primi Alchimisti, furono dei monaci, anche se oggi, si tende a sottovalutare quest'aspetto. In una lezione precedente dicevo, che gli Alchemici, pensavano di ottenere una sostanza, dalla quale poteva scaturire la natura dell'eternità e la conoscenza del bene e del male; una sostanza, che in poche parole includesse tutte le cose. Per ottenere questa sostanza, utilizzavano delle formule, dette magiche, ma che in realtà, dovevano essere delle formule matematiche. Come dicevo, nella scorsa lezione, quando i Templari, contribuiscono allo sviluppo di città fortezze, come quella di Bisacquino, alcuni artigiani, lasciano Santa Maria, per mettersi in proprio. Questo fa sì, come succede in molte altre parti, che anche gli artigiani, utilizzando gli insegnamenti dei monaci, fanno degli esperimenti, soprattutto i fabbro ferrai (quando parlavo della fusione dei metalli). A questo punto, potreste muovermi questa domanda, ma di che tipo di monaci, poteva trattarsi, se, addirittura, avevano la pretesa di voler pervenire alla natura della conoscenza, del bene e del male? In effetti, vi devo dire che avevano ragione! Loro non mettevano, in discussione la creazione ad opera di Dio, per loro era importante capire, quale era il metodo, che portava alla conoscenza del bene e del male. Mi spiego meglio, Dio in sette giorni, che fa, realizza la Creazione, poi, come sappiamo, in seguito, Adamo ed Eva mangiano il frutto del peccato e vengono cacciati dal Paradiso. Se Adamo ed Eva, mettiamo l'ipotesi, non avessero, mangiato la mela, non sarebbe successo niente. Perciò, la mela rappresenta il punto di debolezza della Creazione; per i monaci il male. Siccome, solo Dio è perfetto, che nel Paradiso terrestre, ci sia il male è normale; perché la perfezione è solo Dio; la perfezione non esiste per tutte le altre sostanze. Ma c'è un altro enigma! Quale è il punto esatto dell'origine di tutte le cose? Potremmo dire, in termini moderni, quando Dio, schiaccia il pulsante che da il via alla Creazione? Le domande che ho posto, immedesimandomi nei monaci alchimisti, per molti secoli restarono solo delle eresie. In questi, ultimi secoli, si è sviluppata in fisica, una teoria detta sulle quantità o per capirci meglio la Teoria del Tutto. Gli scienziati, di questa scuola, partono dal principio, che in origine tutto l'Universo non era altro che una materia uniforme, inclusa dentro un cerchio (la concezione medievale, dell'infinito dentro il cerchio). A questo punto loro fissano una data, che risale a circa 13 miliardi e 700 milioni di anni fa. Chiamano il punto di inizio Big Bang. Il punto d'inizio, deve essere per forza, uno solo, una frazione di secondo. Ritornando all'esempio, di Adamo ed Eva, anche all'interno di questa massa uniforme, all'interno del cerchio, deve accadere qualcosa, per dare inizio a tutta la Creazione. Questi scienziati della fisica quantitativa, affermano che avviene uno scoppio, per cui con l'esplosione tutto si mette in movimento; mentre quando ancora non c'era stato lo scoppio, tutto era buio; con l'esplosione tutto diventa Luce. Per succedere lo scoppio, all'interno della materia, sarà successo qualcosa; il famoso punto debole. Tiriamo una linea, al centro di questo cerchio, al cerchio diamo il nome di Universo; una parte la chiamiamo materia (bene), una parte la chiamiamo antimateria (male); considerato che la perfezione non esiste, se non in Dio, il logorio della materia, crea un punto debole, dal lato del male che crea uno scoppio. La Fisica sulle quantità, anche se è pervenuta a delle scoperte importanti, ha ancora molte cose da scoprire. Tra le scoperte, le più importanti sono gli "Universi paralleli", le "Undici dimensioni" e la "Debolezza della forza di gravità". Argomenti interessanti, che mi piacerebbe affrontare, con lo stesso metodo di questa sera; applicandole alle concezioni del Medioevo ed al Cristianesimo; cosa che credo prima di questa sera non sia stata fatta e che può essere perciò utile. In conclusione, questi monaci alchemici, possiamo assolverli; un ultima annotazione, poteva succedere che nelle abbazie, certi esperimenti, non andavano a buon fine e qualche stanza del convento, per le polveri utilizzate, saltava in aria; faceva parte del gioco, poteva succedere!

Video tratto da You Tube






Video tratto da You Tube


Cerca nel blog