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sabato 29 ottobre 2016

I Pidduzzi di Bisacquino


Molte sono le leggende che in Sicilia si tramandano sui Beati Paoli come ad esempio a Palermo e a Naro nell'agrigentino, ma anche a Bisacquino questa potente setta è esistita. Il motivo principale è legato al fatto che a Bisacquino nella chiesa del Carmine, nel 1981, è stata scoperta sotto il pavimento in marmo, vicino l'altare maggiore, una scala in pietra, dalla quale si accedeva ad una stanza segreta. Inoltre, all'archivio di Monreale, risultano tanti processi nei confronti di bisacquinesi. I Beati Paoli di Bisacquino, nacquero, come setta segreta, da un ramo della Congregazione dei gessari e dei calcarari, che era sotto la protezione di San Francesco di Paola. Di questa congrazione, sorta, intorno al 1557 ne parla per primo in una monografia su Bisacquino, l'abate Pietro Fontanetta (n. 1661 - m. 1727), poi nel '700 l'abate Bartolomeo Del Giorgio e l'avvocato Caronna - Farina. I Beati Paoli prendono questo nome in quanto la congregazione principale era sotto la protezione di San Francesco di Paola. Nel 1500 esisteva già a Bisacquino una statua di San Francesco di Paola nella chiesa di Sant'Antonio, dove era la sede della congregazione, questa statua agli inizi del 1800 venne collocata poi al centro di una chiesa che si edificò per dedicarla a San Francesco di Paola.  Non si capisce il motivo per cui, visto che nei pressi esisteva una fontana con dell'acqua miracolosa attribuita a Santo Cono, come è che la chiesa venne dedicata a San Francesco di Paola. I Beati Paoli per apprendere delle notizie inoltre si mascheravano di frati minori con un saio che aveva un cappuccio, con il quale si nascondevano il viso; a quei tempi per le temperature troppo basse nel paese, era usuale portare dei berretti o coprirsi il capo con dei cappucci. Essi dai confessionali potevano così apprendere i veri motivi per i quali interveniva l'inquisizione. Ora c'è chi dice che questa setta sia addirittura nata quando gli Angioini usurparono il regno agli Svevi ed erano chiamati i Vendicatori. Io ritengo, invece, che a Bisacquino durante la dominazione spagnola intorno al 1500 si sia affermata una forte corporazione di borgesi (contadini) e da un ramo di essi siano nati "I pidduzzi" che vendicavano i torti subiti dai loro (fratelli); i fratelli a loro volta avevano così degli obblighi con chi comandava. Ricordo che nelle corporazioni si accedeva generalmente dopo un giuramento di fedeltà probabilmente davanti ad un Vangelo. Per quanto già abbiamo detto parlando la volta precedente dell'inquisizione, i fratelli di questa setta tra di loro non si conoscevano, ed erano scelti dal capo e dal vice capo della setta. Si riunivano nei sotterranei delle chiese, muniti di un cappuccio. I Pidduzzi, pur agendo per vendicare i torti subiti, non erano ben visti dalla popolazione locale, sia perchè erano sanguinari e le loro vendette erano terribili, sia perchè allora la popolazione, sopratutto i ceti bassi credevano veramente che esistevano le fattucchiere, le streghe e i "magari" che rappresentavano il diavolo. Per cui I Pidduzzi (cioè quelli che facevano la pelle - uccidevano le persone) erano considerati parimenti dei diavoli. I Pidduzzi, però, dovevano avere al loro interno anche delle persone colte, che svolgevano i processi. Come gli inquisitori, i Pidduzzi, la stessa notte che eseguivano il processo, procedevano all'uccisione del condannato. Sicuramente, anche al loro interno, avevano dei cavalieri che abbandonati i principi cavallereschi erano divenuti dei mercenari talora a servizio degli inquisitori talora a servizio dei Pidduzzi. Già nel '700, le maschere dei Pidduzzi per Carnevale, erano tollerate, in quanto i governatori, durante questo periodo di euforia, prendevano, le decisioni più impopolari, come l'aumento delle tasse. 
Visto, che sino al 1872, i defunti si seppellivano sotto le chiese, si creavano delle gallerie che univano più chiese; nella chiesa Madre, ad esempio, dalla sacrestia si accedeva ai sotterranei.

Bellissimo il video tratto da You Tube