Pagine

domenica 20 novembre 2016

Costruzione virtuale labirinto


Una buona serata a tutti, eravamo rimasti alle quattro porte che chiudevano il paese, nel periodo arabo; ora visto che ci sono molti archi nel centro storico, quale poteva essere la loro funzione. Come, dicevo l'altra volta, considerato che la città si andava ingrandendo, può essere che le porte d'ingresso, dovevano. necessariamente, essere spostate; questo comportava che il paese, venisse costruito in maniera disordinata; concentrando tutto in un'area limitata. Un altra ipotesi, può essere legata al fatto, che nel Medioevo, si creavano le città con tre mura di cinta, quello centrale era detto dongione, le cinta si realizzavano attorno al palazzo della Signoria. Un'ultima ipotesi, quella più affascinante, è quella che siamo in presenza di un vero e proprio labirinto: lo scorso anno, ho cercato di elaborarlo, ma mancano all'appello, molti tasselli. Ora, farò un viaggio virtuale della Bisacquino antica, sottolineo virtuale perché è una mia idea. Vi dicevo l'altra volta che la piazza rappresentava Dio, come nel labirinto di Alatri; ora visto che tutte le strade, convergevano con la piazza, il labirinto dovrebbe funzionare, partendo dalle strade della piazza e solo una può condurre ad unica via d'uscita; nell'ipotesi che tutti i varchi vengono chiusi. Visto che il labirinto è qualcosa di complicato soffermiamoci sul viaggio virtuale. Consideriamo il paese come è ora senza alcuna trasformazione. Partiamo dall'arco di via Degli Orti che chiudiamo dove c'è l'arco del ponte. Dalla via Conceria ci spostiamo in piazza Triona; perveniamo nel corso Umberto, dove troviamo un arco e più sotto, dove c'è il convento, in prossimità della chiesa della Madonna delle Grazie ne troviamo un altro che chiudiamo con un portone. Il primo arco fa parte del dongione. Dove ora comincia la via Benincasa mettiamo una torre che chiude il corso Umberto. Le torri, hanno il ruolo, di chiudere una strada, quando si pensa che questa via può essere allungata. Le torri erano presidiati dai soldati. Ora, attraversando, la via Dottor Noto, che sarebbe una parallela a valle del corso Umberto, perveniamo nella via Ecce Homo, dove troviamo due archi. Chiudendoli entrambi, ci restano due varchi uno in prossimità della chiesa Madonna delle Grazie ed uno in prossimità della via Senape, che chiudiamo. Perveniamo nella via D'Ambrogio, chiudiamo con una torre o un muro e perveniamo nel secondo arco del corso Umberto, di fronte la via Raia. Mettiamo una torre, nel corso Umberto, che chiude e saliamo la via Raia. Qui troviamo, un arco, in prossimità, della via Bona che chiude. Mettiamo una torre dove comincia la via Raia dal lato del Rosario, che chiude. Mettiamo ora una torre che chiude in via XXIV maggio, sotto Santa Lucia. Scendendo la via Roma, troviamo un arco, attraversando un tratto della prima traversa, che chiudiamo con un portone. Tutti gli archi, li chiudiamo con dei portoni. Scendendo ancora la Via Roma, incontriamo un altro arco che chiudiamo, e come maggiore protezione un altro che chiudiamo. Mettiamo una torre nella via Roma, dopo l'arco e saliamo per la traversina, prima della via Giardina; perveniamo così nella via Caronna, dove troviamo un arco molto lungo, che porta in un grande cortile senza via d'uscita; accanto all'arco come abbiamo fatto poco mettiamo una torre. Ritorniamo indietro, all'inizio di via Caronna e prendiamo la strada parallela, la via Lo Iacono dove chiudiamo i tre varchi; dove finisce la via Lo Iacono, vicino la chiesa di Santa Lucia chiudiamo l'arco e mettiamo una torre. Ritorniamo indietro, sempre nella via Lo Iacono, che poi comincia a chiamarsi via Colca; perveniamo all'arco di Via Colca che chiudiamo; attraversando tutta la via Colca dovremmo chiudere altri due piccoli varchi, così perveniamo nella via Savoca; chiudendo il piccolo varco in prossimità della via Gallo siamo giunti all'Acquanova. Mettiamo una torre dove finisce la Via Savoca nella via Acquanova; saliamo per la salita Perricone, dove troviamo l'arco di Via Capra, che chiudiamo; attraversando gli archi di via Capra, perveniamo ai due archi della salita Oddo; chiudiamo con una torre tra la via Capra e la salita Oddo. Attraversiamo tutta la via Tortomasi, troviamo un arco che chiudiamo. Chiudiamo l'arco Bruno nel corso Triona, e ci spostiamo dalla Via Mancuso a San Vito; nella via Mancuso abbiamo solo un varco da chiudere. A San Vito, chiudiamo accanto all'orologio da torre, scendiamo da dove c'è il comando dei vigili urbani; chiudiamo due varchi stretti e siamo giunti ai famosi due archi di via Carmine; chiudiamo come al solito con una torre la via Carmine. Scendiamo verso Sant'Antonio, ci basta chiudere solo un varco stretto, dove troviamo un primo arco che chiudiamo, in prossimità della via Via Villa; ed un altro arco dopo la chiesa chiudiamo e mettiamo una torre. Saliamo dalla parte interna sino a giungere nella via Florena. Fine del percorso. All'interno del perimetro rimangono la chiesa Madre, la chiesa del Carmine, la chiesa di Sant'Antonio e quella di San Vito. Comunque sono possibili anche percorsi alternativi. Buonanotte.