c'era una volta l'Acquanova di Bisacquino




Buonasera, buon sabato, uno dei quartieri più caratteristici e più antichi di Bisacquino è quello dell'Acquanova. Prende questo nome, perché vi si trovano due sorgenti d'acqua, quella più antica si chiama Cannalichio, quella più nuova Acquanova. Per questo in questo quartiere si trovano due fontane molto antiche. L'acquanova, prima era asfaltata con delle grosse pietre, le balate, al centro siccome vi passava la lavina, un corso d'acqua, quando pioveva, si era creato un abbas...samento. Era veramente molto bello vedere la lavina che, attraversava la lunga strada in pendenza. Fu in quel luogo che, oramai, tanto tempo fa, vidi una mattina, che aveva piovuto, un arcobaleno. La lavina, il corso d'acqua, poi scendeva sotto un grande ponte e sarebbe ricomparsa nell'altro maestoso ponte della Grazia dove prima c'era un mulino ad acqua detto di Galileo. Adesso, l'acqua non attraversa più l'Acquanova, perché è stata creata una galleria sotto terra. Quello che però, era più suggestivo dell'Acquanova nei miei ricordi, erano le sere d'estate, allora non è che le persone ci tenessero tanto a vedersi la televisione, stavano tutte sedute lì, davanti le loro abitazioni e godersi il fresco. Le case erano tutte abitate. Le ragazze, generalmente, giocavano con un gioco che, consisteva nel saltare in dei quadrati, tratteggiati, per terra, per noi ragazzi invece, il gioco della sera, era quello di "Ammucciareddu". Eravamo una cinquantina di ragazzi, che come porta della "Muffa", avevamo, la porta centrale dell'Acquanova; i posti per nasconderci erano vari, cercavamo anche dei luoghi lontani verso il quartiere di San Francesco di Paola: comunque di più il cortile Raia, la salita Perricone e la Via Savoca. Di giorno, invece d'estate come d'inverno, si giocava con il pallone, il nostro campo sportivo era la via Colca: se passavano dei muli ci fermavamo se, invece, passavano delle persone a piedi, doveva "Quartiarsi". Allora l'unica bottega di generi alimentari dell'Acquanova era quella di fronte casa mia, conosciuta come la bottega di mastro Biagino, lì compravamo tante caramelle. C'erano poi una decina di falegnamerie ed alcuni fabbri ferrai. Molte famiglie oltre all'abitazione, avevano un pollaio, le galline circolavano per le strade, allora non passavano macchine. Lo spettacolo più caratteristico, però, era quando la mattina, le capre attraversavano le strade ed i pastori sostavano nelle abitazioni, per mungere e vendere il latte. Allora le capre si tenevano nelle "Mannare", erano dei recinti fatti, costruiti con dei grossi massi; io ricordo, una mannara, veramente caratteristica, nei pressi della Madonna della Tumara.



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