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mercoledì 19 ottobre 2016

Bisacquino: il paese dei cento archi


Bisacquino è l'unico paese al mondo ad avere circa cento archi strani nel suo centro storico, alcuni legano questo fatto con le sue origini saracene ma visto che la dominazione araba durò circa duecento anni appare evidente che non può essere.Per questo io ritengo che gli archi sono di origine medievale quando a Bisacquino sorsero le sedici chiese. Oggi vi propongo questo gioco: se potete prendete un foglio di carta e vi collocate gli archi del centro storico e le chiese del paese e scoprirete di trovavi di fronte ad un labirinto. Ad ogni arco ritornate indietro. Poi con una linea collegate tutti gli archi e vi troverete ad avere un cerchio.Partendo da una chiesa dove non potete ritornare passate da tutti gli archi e le chiese, dove passate non potete passare una seconda volta, fino a quando si creerà un unica via d'uscita. Ho preso come riferimento questa cartina antica di Bisacquino ed il labirinto medievale più conosciuto. Visto che questo lavoro ci servirà per introdurre gli ordini cavallereschi con l'avvento dei Normanni è interessante vedere su you tube qualche video sul labirinto di Alatri. Naturalmente è solo un gioco ed una leggenda (forse).

I satiri della fontana di Bisacquino



Dei mascheroni della fontana di piazza Triona non esiste alcuna traccia scritta sul loro significato. Secondo un'antica tradizione non scritta che si tramanda a Bisacquino questa fontana fu costruita nel corso del 1500, allora più che una fontana era un grande bevaio sino alla prima metà del 1900, come da alcune foto; si dice sempre come tradizione che rappresentavano le quattro famiglie nobili di Bisacquino i Florena, i Bona, i Placo Almerici (tra i discendenti si annovera intorno alla prima metà del 1700 il Decano Bellini) e gli Ambona. I cognomi possono variare di qualche parola finale in quanto trascritti in latino. I quattro mascheroni che a prima vista possono sembrare delle facce di uomini e dei leoni insieme invece, secondo tradizione dovrebbero essere delle grandi facce di satiri, si può vedere anche dalla loro grandezza. Un altro problema dando per buono che sono stati realizzati nel 1500 è chi li ha realizzati? Sono stati effettuati da muratori del paese in quanto in quel periodo, le maestranze locali erano ben organizzate, tanto da avere una corporazione chiusa (dove i fratelli dovevano aiutarsi tra loro) e dove da una branca di essa è nata una loggia probabilmente  massonica molto potente poi nel 1800? oppure l'ipotesi che ritengo più veritiera è legata alla famiglia dei Busacca di Ficarra in quanto come stile mi sembra proprio il loro e tra l'altro vissero nel 1500. I Busacca intrattennero dei contatti con i monaci benedettini di Santa Maria del Bosco e non è un caso che si dica che il famoso libro di magia del 1500 si trovi proprio nel paese di Ficarra vicino la città di Messina, anche se un sacerdote di Bisacquino fu processato in quanto probabilmente era stato in possesso del famoso libro di magia come risulta agli atti dell'archivio di Monreale (forse il famoso Galileo che fa parte della nostra tradizione, del quale ne parleremo una prossima volta). Un mistero però rimane, il paese di Ficarra e quello di Bisacquino hanno delle storie quasi identiche e se Bisacquino è il paese dei cento archi Ficarra è il paese con le rovine del convento dei cento archi così come un altro mistero è dovuto al fatto che nel corso del 1900 furono costruite all'interno del paese di Bisacquino quattro grandi bevai dove si collocarono in ognuna un mascherone con la faccia di satiro; chissà se chi collocò quelle maschere sapeva la vera storia oppure volle imitare il bevaio della piazza? C'è un ultima ipotesi, e se i mascheroni sono di un'epoca più antica? Si sa che davanti la vecchia chiesa madre esisteva una fontana della quale una riproduzione si trova in un dipinto nel palazzo arcivescovile di Monreale senza le facce; però può anche darsi che pur essendo stati realizzati per questa fontana si pensò poi di utilizzarli per il bevaio? Comunque visto che sono sculture uniche nel loro genere una sorta di mistero lo conservano in quanto dall'aspetto sembrano dei satiri buoni però misteriosi! Nelle teste dei satiri trovate una stella a sei punte che è il vecchio stemma di Bisacquino, Mons. Saverio Ferina nel suo libro Storia del sacro dedicato a Bisacquino ritiene che questo stemma faccia riferimento al fatto che Bisacquino venga indicato come un Comune minore è una tesi; io invece ritengo vista anche la vicinanza con il castello di Giuliana che lo stemma si riferisca a Federico II di Svevia che appunto aveva come simbolo una stella a sei raggi; inoltre Federico II lasciò dietro di se molti misteri tra questi quello della leggenda di "Io vivo anche se non vivo"!





I libri siciliani del bene e del male


Molti di Voi sicuramente avranno letto il libro "Il nome della rosa" di Umberto Eco, ma nel libro non si fa alcun cenno quali erano i libri cosi importanti per il frate bibliotecario. Secondo un racconto che si trasmette da secoli nel mondo ecclesiastico delle nostre zone, in un abbazia vicino Bisacquino chiamata Santa Maria del Bosco che era il complesso monumentale più grande della Sicilia i monaci templari avevano portato uno o due libri che avevano trovato nel tempio di Gerusalemme di Salomone nella prima crociata. Alcuni dicono che si trattava di un libro dove erano custodite nella prima parte delle formule magiche per ottenere dei miracoli e nella seconda parte delle formule magiche per richiamare il male. Altri sostengono che si trattasse di due libri uno sul bene per richiamare gli Angeli l'altro sul male per richiamare dei diavoli. A quanto pare questi libri nel 1500 furono copiati e visto che il paese più vicino all'abbazia era quello di Bisacquino passarono nelle mani di un certo Galileo, al quale dedicheremo una pagina. Il libro o i due libri del 1500 si possono trovare in commercio ma molti sostengono che gli originali sono completamente diversi. Con la Chiusura dell'Abbazia questi due libri probabilmente furono custoditi  a Palermo ed una fonte molto attendibile va verso questa direzione; un altra fonte anch'essa attendibile vuole che siano custoditi in una chiesa del messinese nel paese di Ficarra che fu ingegnata e progettata a Santa Maria del Bosco e della quale ritorneremo a parlare quando tratteremo delle quattro facce della fontana della piazza della Triona. Su you tube trovate un video su alcune delle immagini che dovrebbero essere contenute nel libro, vi ritroverete anche il quadro di San Bernardo dei Tolomei che si trovava nella chiesa dell'Abbazia e che è il fondatore degli Olivetani. Questi fece un sogno nel quale vide una scala che giungeva sino al paradiso.