Ulisse

Buonasera, c'è una tradizione che si tramanda da secoli a Bisacquino, che dalla cima del monte Triona, dove sorgeva la città di Nakone, si possa vedere il vulcano dell'Etna. In effetti, in inverno, alcuni impiegati della forestale che lavorano lì, durante tutto l'intero anno, hanno affermato che è così. Questa notizia è utile, per l'argomento che affrontiamo questa sera, ovvero le vicende di Ulisse. Anche sul monte Triona, più di tremila anni fa, si raccontavano gli avvenimenti accaduti a questo eroe greco. A dire il vero, gli abitanti di Nakone, che erano originari,dalla odierna Turchia, erano stati costretti, a fuggire da Troia, per colpa di Ulisse, il quale con un inganno, aveva fatto bruciare la città, dopo di avere fatto costruire un cavallo di legno, nel quale si erano nascosti dei soldati greci. Ulisse, però, nella storia dell'antichità rappresenta, il personaggio che, con intelligenza, nelle avversità della vita, non si abbatte mai così, riesce sempre a trovare la chiave per poter dare una soluzione per risolvere le sue avversità; come tutti gli uomini commette anche lui degli errori. Occorre, però, aggiungere, che vive anche momenti belli, come la storia con la bella Circe, che dura un anno e quella con la bellissima Calipso, che dura addirittura sette anni; per non parlare della moglie Penelope, una donna con molti pretendenti. A dire il vero il nome Ulisse, significa "Colui che odia e che è odiato", nella traduzione dal greco antico, dove vi dicevo, l'altra sera, dietro ad ogni parola, si nasconde una frase. Conosciamo le vicende di Ulisse, che successero circa 1200 anni fa, grazie al poeta cantore greco Omero, il quale era privo della vista. Omero ha lasciato per l'eternità, due grandi poemi, l'Illiade, che racconta la guerra di Troia e l'Odissea che racconta la storia di Ulisse, tra mito e realtà. Terminata la guerra di Troia, Ulisse, re di Itaca, dopo dieci anni che manca dalla sua città, nel viaggio di ritorno, con dodici navi e più di ottocento uomini, a causa di una tempesta, la flotta dalla Grecia viene trasportata in Sicilia. Qui, alle pendici dell'Etna, Ulisse si scontra con il ciclope Polifemo, un gigante con un solo occhio, dedito alla pastorizia. Con astuzia Ulisse riesce ad accecare Polifemo, ad eludere, inoltre, gli altri ciclopi dandosi, per nome "Nessuno". Polifemo è figlio del dio Poseidon (Nettuno) il dio del mare, per questo Ulisse, attraversando i mari, lungo il suo cammino, incontrerà tante tempeste, che faranno cambiare, alle navi continuamente rotta. Così, racconta Omero: riuscirono a fiancheggiare indenni gli scogli delle dolci Sirene e a passare in mezzo alla trappola rappresentata da Scilla, mostro dalle innumerevoli teste, e dal terribile gorgo Cariddi, riapprodando sull'isola Trinacria. Finalmente, dopo circa dodici anni, dalla fine della guerra di Troia Ulisse, farà ritorno a casa, dove l'aspetta la bella Penelope, che per dodici anni, aveva ogni giorno tessuto e disfatto la sua tela, perché era convinta, che un giorno Ulisse, sarebbe ritornato.

Le avventure di Ulisse

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