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Maria di Magdala


Questa sera inizierò ad affrontare, un argomento interessante, dal punto di vista storico; i quaranta giorni di Gesù di Nazareth dopo la sua Resurrezione. Un ruolo centrale ha Maria Maddalena; la donna che per riconoscenza nei confronti di Gesù, l'amò per sempre; di quell'amore di cui parla Bernardo da Chiaravalle, che va oltre il nostro pensare. E' appunto per questo, che alcuni studiosi, sostengono che Maria di Magdala fosse presente nell'ultima cena. Un'interpretazione di una frase nel Vangelo apocrifo di Filippo, fa sì che alcuni affermino che fosse la sposa di Gesù; ma noi secondo quanto appreso dal video di San Bernardo da Chiaravalle, sappiamo quale è l'interpretazione dell'amore della sposa nei confronti dello sposo. La Maddalena, la troviamo ai piedi di Gesù, durante la crocifissione, insieme, con la madre di Gesù è sua sorella Maria di Cleofa. Maria di Magdala assiste, per suo volere, alla sepoltura di Gesù; unge con degli oli il suo corpo, assieme a Maria di Cleofa. La domenica mattina, quando è ancora buio, si reca di nuovo al sepolcro, con altre due donne, per ungere di nuovo il corpo di Gesù. Esse. avranno dovuto fare, qualche ora di camminare al buio, in quanto il sepolcro, si trovava fuori la città di Gerusalemme; nei pressi del Calvario. Maria di Magdala è di sicuro, la prima persona a scendere nel sepolcro; dopo che i soldati che erano messi lì come guardie, spostano il gran sasso che lo chiudeva; è, quindi, la prima persona, a vedere la tomba di Gesù vuota; un lenzuolo bianco, un fazzoletto bianco, deposti lì. Maria di Magdala e le altre due donne, non pensano, in quel momento, che Gesù è risorto; loro temono che il corpo di Gesù sia stato trafugato; quando Zeuda, il capo dei farisei, avvisato dai soldati, entra nella tomba è pronuncia la frase: "Ora comincia tutto!", anche le tre donne intuiscono, che qualcosa non torna. Maria di Magdala e le due donne ritornano dentro la città. Maria di Magdala, vuol vederci chiaro, ritorna al sepolcro, quel giorno di domenica, quella mattina e lungo il cammino piange; una persona la incontra, le dice queste parole: "Donna perchè piangi?" - poi come sapete, Gesù si fa riconoscere. E' un Gesù diverso, rispetto a quello che vediamo in tutta la sua vita pubblica; è possiamo dire un Gesù dolce come il miele, come ripetevano, alle persone delle nostre vallate, i monaci di Santa Maria del Bosco; che si commuove, di fronte a questa donna, condannata ed umiliata dalla gente del tempo, per colpe che sicuramente non erano sue, ma che ha dimostrato, un amore pari a quello di Gesù; tutti i discepoli del Cristo, in quelle ore drammatiche, hanno paura dei soldati e della popolazione; si nascondono tra le mura di Gerusalemme; alcuni rinnegano di essere suoi discepoli, ma Maria di Magdala no! Potremmo dire ci mette la faccia! Perchè, quando si vuole bene, ma veramente bene, ad una persona, che sia viva o sia morta, tutto il resto non conta. Pietro e gli altri discepoli, scopriranno questo amore, dopo i quaranta giorni, dalla resurrezione di Gesù.
Dopo l'ascensione di Gesù, la Maddalena con alcuni discepoli, si recherà in Francia, ad evangelizzare quelle terre. Nel sud della Francia, morirà non molti anni dopo. La sua tomba si trova nel santuario di Maximin vicino Marsiglia è meta di pellegrinaggio.

Questa sera per quanto detto, ripropongo il video di San Bernardo da Chiaravalle, vi ricordate che il Vangelo di Giovanni, comincia con questa frase: "In principio era il Verbo, è il Verbo era presso Dio, Dio era il Verbo". La parola Verbo sta per Gesù di Nazareth

La Morte nera


Nel 1348, il mondo fu percorso dalla cosiddetta "morte nera"; quello che non era successo nell'anno 1000, l'apocalisse, stava accadendo, ora. Per circa tre anni, la morte arrivò, in ogni parte del mondo conosciuto; dove arrivò, decimò le popolazioni locali; a Bisacquino come in tutta la Sicilia, questo flagello, arrivò dalla città di Messina; bastava che la morte nera, sostava nell'ingresso di un'abitazione, che per la famiglia che vi abitava, non c'era più scampo; nel giro di due settimane, tutti i suoi appartenenti morivano. Si calcola, che persero la vita, più di venti milioni di persone nel mondo conosciuto; cifra altissima per quei tempi, quasi la metà di tutti i suoi abitanti: alla morte nera, fu dato il nome di peste.
Nel medioevo, si pensava, che ad ogni azione ne corrispondesse una uguale e contraria, si credette che, siccome, la causa era il diavolo e che il diavolo scaturiva dal fuoco, dal fuoco si doveva partire, per liberare l'aria, la cosa pura: nei lazzaretti, si sperimentarono i primi roghi, delle persone decedute da questa epidemia; a Bisacquino, il lazzaretto, fu allestito, distante circa un chilometro fuori dalle mura del paese, nel posto, che da allora fu chiamato "Sacramento", in onore a questi defunti. Al fine di evitare un ulteriore contagio, le quattro porte d'ingresso della città si tenevano chiuse.
Le persone di cultura del tempo, nel mondo conosciuto, cominciarono a interrogarsi sulle cause di questo flagello, così si pervenne, alla conclusione, che gli uomini, si erano allontanati da Dio e per il principio di quanto successo nel Vecchio Testamento, avevano seguito altri idoli: per questo Dio li aveva abbandonati. Nacquero, in tutte le realtà "i Flagelanti", soprattutto fra i ricchi, persone che flagellavano i loro corpi, come Gesù nella passione, per espiare i propri peccati e quelli degli altri; i santi protettori delle città, venivano portati in processione.
La chiesa Cattolica cominciò nel suo interno, un'opera di purificazione, che porterà nel '500, a sacerdoti come Lutero che avranno, il coraggio, di contestare pubblicamente il lusso del papato e provocarne una scissione, ma anche a sacerdoti e monaci che con la loro vita misericordiosa stupiranno il mondo.
In alcune abbazie, si creano due correnti, una che afferma che il demonio si sconfigge con la purezza dell'anima, l'altra che occorre studiarlo, per questo si fa uso dei libri proibiti, generalmente libri di magia e spiritismo. Da questa corrente, nasceranno, gli alchimisti. Gli alchimisti, chiamati anche scienziati, si spingeranno più in là, diffondendo, alcuni di loro, l'idea di poter creare una sostanza, che non solo dia l'eternità ma anche il poter pervenire alla conoscenza del bene e del male; come potete capire in aperto contrasto con i principi del Cristianesimo.
Il mondo, inoltre, è percorso da un'idea laica, sapendo che si è prossimi al contagio, si comincia a condurre una vita, fuori dai canoni costituiti, nelle sagre di paese la popolazione nei giorni di danza deride le istituzioni, così nasce nelle nostre realtà il carnevale.
Alcuni, infine, ritengono, che la colpa della morte nera, sia da addebitare, a persone che evocano gli spiriti del male, in particolare, le fattucchiere, le streghe ed i "magari", il nome dato a Bisacquino, agli untori.
Nel 1350, senza ancora oggi sapersi spiegare il motivo, la peste diventa meno pericolosa, molte persone riescono a guarire, l'aria si purifica. La morte nera lascia sul terreno un mondo diverso e come la piena di un fiume, che dopo che passa, le cose sono cambiate. La chiesa cattolica, grazie alle sue forze migliori, uomini e donne santi, riuscirà a venirne fuori, ma dovrà accettare una scissione e fare un'opera di purificazione al suo interno.
Ancora, oggi, la morte nera, non ha lasciato il mondo, in quanto in alcune parti si continua a morire, perché non è stata scoperta la causa.
Questa sera, come video vi propongo la processione dei Misteri di Trapani con i Flagellanti. (Video preso da You Tube)











Archi di Bisacquino


Archi di Bisacquino


Via Dott. Noto


Largo Cascio


Via Florena


Discesa Madonna delle Grazie


Via Roma


Vicolo Ceravolo


Via Sant'Antonio


Corso Triona


Via Fiorentino


Discesa Tortorici


                                                              Via Caronna


                                                      Salita Oddo                 


Via Tortomasi


                                                                  Via Carmine


Cortile Petraloro


                                                        Via Palisi


Cortile Calderai


                                                     Via Mancuso

                                          
                                                      Discesa Rumore

                   
                                                     Vicolo Ricciardi

 

Via Sardegna (Arco Bruno)


                                                     Discesa Ecce Homo


                                                      Via Caronna


                                                     Discesa Tortorici


Via Calvario 


Via Capra


                                                     Via Acquanova


                                     Corso Umberto (Arco Pizzitola)


Cortile Giaccone



                                    Via Badia


                                                     Via Olmi

                                                                    
                                     Via Villa


                                               Via San Francesco di Paola
























Il dominò di Bisacquino


Una buona serata; durante il carnevale, a Bisacquino i ruoli si invertono, gli uomini se ne vanno nei circoli e le donne invece si vestono in maschera, e fanno il giro di tutti i circoli, sono vestite con delle maschere che li rendono irriconoscibili, nei circoli invitano gli uomini che preferiscono. Occorre fare una premessa, che prima un uomo, che non era iscritto in nessun circolo, era ritenuto una persona di poco conto. Con il termine di bastoniere, si indica, il nome della persona, che guida il ballo di gruppo, della tarantella siciliana (contradanza). Ci sono due misteri, nel carnevale di Bisacquino, dei quali non abbiamo traccia nelle monografie. Il primo è legato, alla maschera che vedete nella foto; unica al mondo, tipicamente bisacquinese, l'abito porta il nome di dominò. Sono i colori dell'abito, che però fanno riflettere. Il nero rappresenta la morte, il rosso il sangue. Quindi, l'abito, rappresenta un vampiro o meglio una strega. Considerato, che verso la fine del 1400 cominciò anche a Bisacquino, con l'inquisizione la caccia alle streghe, la maschera del dominò, deve per forza di cose, essere antecendente. Sino alla fine del secolo, per capirci,1300, le streghe venivano difese dalla Chiesa, anzi talvolta, la Chiesa alzava la voce, nel caso di tentativi di linciaggio; poi, improvvisamente, il pensiero della Chiesa cambiò completamente. Come vi dicevo, in una lezione precedente, gli alchimisti, erano pervenuti a delle conclusioni che venivano viste come eresie. Vi faccio un esempio, gli Alchimisti, ritenevano che usando delle formule magiche, fondendo il mercurio, si poteva ottenere dell'oro; invece si ritiene che l'oro è un metallo incorrutibile: mettevano tutto in discussione; stesso discorso vale per le streghe. Nell'alto medioevo, il periodo che va, all'incirca, dal 400 all'anno mille, per curare le malattie più che delle erbe, si usavano formule megiche, riconosciute anche dalla Chiesa; le cose cambiarono, quando si cominciarono ad invocare gli spiriti del male, dalle cosiddette fattucchiere. Ma torniamo al carnevale. C'era una legenda, alla fine del Basso Medioevo, che diceva che le streghe, certe notti, si trasformavano in gufi ed andavano ad un festa organizzata dal diavolo, in un luogo chiamato Saba, dove si ballava, e vi erano dei vampiri. Per questo la maschera del dominò, deve essere più antica. Nella descrizione che vi ho fatto all'inizio, sul carnevale se ci fate caso ci sono parole la cui origine deriva dalla lingua Francese: bastoniere, dominò, contradanza. Quindi, dobbiamo ritornare ai Normanni ed al palazzo dei Malcovenant a Bisacquino, in via Florena. Se prendete, una danza folkoristica in Normandia, prima ballano solo le donne a cerchio e poi scelgono gli uomini; che è poi tipico del Basso Medioevo; la donna che doveva lasciare un segno al cavaliere, offriva un invito, che era l'imput per l'amor cortese. Mettiamo, ora, l'ipotesi, che la maschera del dominò è prima della Santa Inquisizione; gli inquisitori spagnoli, potevano accettare che le donne di Bisacquino si vestissero da strega? La risposta e Sì. In quanto non potevano, dissacrare le feste popolari, perchè rischiavano di mettersi contro la popolazione, che possibilmente già da un secolo aspettava il carnevale. Per questo, ritengò che la maschera del Dominò risalga al periodo della morte nera al 1350. All'inquisizione, si deve, invece, probabilmente il fatto che l'ultimo giorno di carnevale, vi è il processo al capo dei Pidduzzi, che sarebbe il diavolo, che è un pupo di paglia, che viene bruciato; la spiegazione è che il male, per quaranta giorni stava vincendo, ma poi ha prevalso il bene. Era anche un messaggio, per la popolazione locale, non vi preoccupate dei Pidduzzi (i Beati Paoli) perchè hanno i giorni contati. Un ultima annotazione, il carnevale di Bisacquino è ritenuto il carnevale più antico di Sicilia ed io ritengo di sì. Perchè sia a Sciacca che a Termini Imerese nel carnevale si usano i carri; nel Basso Medioevo la gente andava a piedi o con il cavallo e per il trasporto dei muli. In quanto le strade di campagna, non permettavano il passaggio dei carri. Ho dei dubbi, invece, con il paese di Mezzoiuso, dove vi è una tradizione delle maschere di origine medievale. Buonanotte



Video tratto da You Tube sul paese delle streghe Triora molto simile per i suoi archi a Bisacquino










La tradizione dell'Immacolata


Una tradizione che ancora resiste a Bisacquino, è quella che si svolge l'otto di dicembre, il giorno dell'Immacolata; è una tradizione unica al mondo, come anche è scritto in alcuni siti. L'otto di dicembre, all'alba, i ragazzi all'incirca sui dieci anni, in ogni via od in ogni quartiere, allestiscono dei pupazzi di paglia, della grandezza di un adulto, che vestono con abiti tipicamente siciliani. Questo personaggio, viene chiamato con il nome di Piddu, viene posto su di una lettiga e si fa girare per tutto il quartiere. I Pidduzzi al termine della mattinata in un luogo preciso, generalmente sempre lo stesso vengono bruciati. Io, mi ricordo, che nei primi anni 70', noi del quartiere Aquanova bruciavamo sempre "U zu Piddù" in un luogo chiamato "U Muntarozzu" per capirci sotto la Via Lauro. Durante il giro per il quartiere, si dice la frase "Pidduzzo muriu". Quale, può essere il significato di tutto questo, non risulta in alcuna monografia. Probabilmente, è legato al fatto che Piddù, rappresenta il diavolo che è sconfitto; per quanto è detto nel Vecchio Testamento quando Dio, rivolgendosi al serpente dice: "Porrò inimicizia tra te e la donna". La donna per eccellenza e la Madre di Gesù, da Lei verrà un Uomo, che sconfiggerà il serpente cioè il diavolo. Non sappiamo, in quale periodo è sorta questa tradizione. L'unico elemento che abbiamo è che nella Chiesa Madre vi è, nel miglior altare del paese, di marmi pregiati, l'immagine della Madonna Immacolata; una statua che risale probabilmente alla vecchia chiesa madre, intorno al 1500. Ancora oggi, davanti a questa statua si celebra l'ottava dell'Immacolata; cantando un antico inno presente con delle variazioni nell'entroterra siciliano.


Tratto da you tube




Gli Spagnoli a Bisacquino


Una buona serata a tutti, Bisacquino, come tutta la Sicilia, dopo gli Aragonesi passò sotto la sovranità degli Spagnoli; precisamente la regina Isabella di Castiglia e Ferdinando detto il Cattolico, furono i primi sovrani; essi concessero a Cristoforo Colombo, le tre caravelle, per circumnavigare il mondo, senza potere ancora sapere, che si stava scoprendo un nuovo continente. Il 12 ottobre del 1492, si scopriva il continente Americano e con questa nuova scoperta si chiudeva il medioevo, che era durato circa mille anni; cominciava l'età moderna. Fu soprattutto la regina Isabella, a voler dare un'impronta cattolica al loro regno, in quanto, invece, Ferdinando si occupò, dell'organizzazione del regno; è, infatti, quest'ultimo, il sovrano ideale di cui parla nell'opera "Il Principe" il Macchiavelli. Confessore dei sovrani, fu il domenicano Torquemade, dal suo pensiero nascerà l'inquisizione spagnola; che come ho già accennato la volta scorsa colpirà i Massoni, ma anche gli Ebrei e gli Arabi; ma più che di inquisizione occorre parlare di conversione al cattolicesimo; in quanto per problemi di religione non vi furono condanne eclatanti; a tutt'oggi, in Spagna, si evoca la santità per Isabella, in quanto nel corso della sua vita, condusse una vita umile e cercò quanto più possibile, di migliorare le condizioni dei suoi sudditi. Per quanto, riguarda Bisacquino, come già detto, in quel periodo si costruirono alcune delle chiese più belle del paese, altre si abbellirono come la chiesa di San Nicolò e la Badia. Un altro grande sovrano, fu l'imperatore Carlo V, si disse di lui per la grandezza del suo regno che nei suoi possedimenti "non tramontava mai il sole". Carlo V, visitò molta parte della Sicilia, in particolare a Palermo, dove venne accolto in maniera solenne dal popolo, se cercate su You Tube, troverete alcune rievocazioni storiche. Carlo V, fu molto legato alla famiglia Florena di Bisacquino, tanto da chiedere al pontefice del tempo, di includere questa famiglia nell'ordine cavalleresco dello Sperone d'oro, con diritto di discendenza. Carlo V, prima di morire chiese al figlio Filippo, che sarebbe stato il suo successore, di realizzare un monastero dove seppellire tutti gli appartenenti al casato e la strenua difesa della dottrina cattolica; anche se si rendeva conto, che con la pace di Augusta, da lui accettata, ormai per quanto riguarda il Protestantesimo non si poteva tornare più indietro. Carlo V ebbe molti figli, ma morirono, tutti prematuramente. Si dice che la morte dei figli, si deve al fatto che sposò generalmente casati imparentati con lui, la consanguineità ne fu la causa. Fu, solo, l'ultimo genito della quarta ed ultima moglie, Filippo che scampò a questa tragica sorte. Filippo costruì un grande monastero, che fu anche la sede di residenza del sovrano, l'Escurial, un'opera imponente tutta in granito, dove verranno seppelliti tutti gli appartenenti alla sua famiglia. Non realizzerà, però il sogno del padre di riunificare i cristiani. A Bisacquino, nel periodo del suo regno, si portò a compimento la Chiesa Madre con un caratteristico campanile. Nei primi anni del 1700, questa chiesa verrà demolita, per costruirne una più grande. Il campanile verrà preservato. La dominazione spagnola finisce in Sicilia nel 1703; per Bisacquino, il periodo spagnolo fu un vero e proprio rinascimento, il periodo d'oro, nel quale si costruirono tante chiese ed il paese s'ingrandì; sorsero degli imponenti palazzi baronali e l'artigianato in tutti i suoi settori si sviluppò. In alcune arti vi furono valenti artigiani, conosciuti, in tutta la Sicilia. Durante, il periodo spagnolo, si realizzò il santuario della Madonna del Balzo. E' legato, inoltre a quel periodo il canto, scritto da un autore anonimo, del rosario in dialetto del Sacramento, una delle perle più belle della nostra storia, che si canta nei quaranta giorni, che precedono il giorno delle Ceneri.


Video tratto da you tube



La Compagnia dei Bianchi


La Compagnia dei bianchi, a Bisacquino si riuniva nella chiesa di Santa Maria degli Agonizzanti; per quanto riguarda, i componenti di questa Compagnia essi, indossavano un abito bianco ed un cappuccio anch'esso bianco, era nobili o appartenenti al clero. Fu fondata nel periodo della dominazione spagnola. La chiesa cattolica che nel corso della sua storia, ha avuto il compito di svolgere una funzione sociale, cercò di fare in modo che anche in una realtà complessa, quale era quella siciliana, dove i baroni rappresentavano una casta, con la sua opera di conversione, fece sì, che anche i nobili si prestassero a svolgere dei lavori più umili. Era uso, infatti, che i mendicanti quando morivano venivano visti come dei dannati, nessuno voleva occuparsi delle spese e della loro sepoltura. Il clero, riuscì a fare sì che i nobili, muniti da una tunica bianca e da un cappuccio anch'esso bianco, si prendessero carico di queste persone. Inoltre, nella chiesa di Santa Maria degli Agonizzanti, vi erano delle messe dedicate alle Anime di questi defunti. Durante quel periodo la chiesa cattolica, svolse un ruolo sociale importante nel continente europeo, portando ad un diverso modo di considerare la vita; difatti anche nella lontana America, le brutalità dei colonizzatori si alleviarono, quando cominciarono ad arrivare i primi monaci dall'Europa. Il periodo spagnolo, in Sicilia, vide un grande fervore religioso, a Bisacquino si costruirono ben quindici chiese, le funzioni religiose facevano sì che i ricchi ed i poveri avessero un punto d'incontro. La gente cominciò a farsi delle domande, sul senso della vita e furono molti sia tra i ricchi che anche tra i poveri che scelsero la vita religiosa. Ci fu anche una concezione diversa della vita terrena, in quanto si cominciò a ragionare sul fatto, che il paradiso cominciasse già qui in terra; per questo si realizzarono delle splendide chiese, era un modo per avvicinarsi il più possibile a Dio. La compagnia dei Bianchi si occupava di organizzare le funzioni del venerdì santo mentre le funzioni del giovedì santo erano organizzate dalla compagnia del Sacramento, compagnia della quale parleremo la prossima volta e dove i componenti portavano degli abiti rossi ed il cappuccio nero. Il giudice inquisitore, che era uno spagnolo, presente anche a Bisacquino come risulta da atti antichi e che è anche riportato nella Monografia su Bisacquino del Lucia, usò alcuni incappucciati vestiti quasi allo stesso modo dei Bianchi o di quelli del Sacramento per effettuare gli arresti, allo stesso modo i Beati Paoli (i Pidduzzi), usarono questi abiti per i loro processi. Comunque, molti sostengono, che in Sicilia non ci fu nessun condannato a morte per fatti religiosi, invece, giustiziati per altri motivi, anche sul rogo, sì. Oggi, vi propongo un video bellissimo, da non perdere sulla grande religiosità di quel tempo, è un modo anche poi per comprendere il senso sul nostro modo di vivere.


Video tratto da You Tube





Gli alchimisti di Santa Maria



Una buona serata, mi è stato chiesto, che cosa ne pensavo degli Alchimisti; visto che l'argomento l'avevo trattato in maniera frammentaria, è opportuno affrontarlo adesso in questa serata d'estate. Quanto sto per elaborare ora, fa parte dei miei studi nelle facoltà di Scienze politiche e di Teologia; per cui ci saranno delle lacune nel campo scientifico. Nelle grandi abbazie, come Santa Maria del Bosco accadeva, che in alcuni periodi storici, si desse lavoro a più di diecimila persone; diventavano quasi delle città. In quanto in origine, erano i monaci, che insegnavano come coltivare le terre oppure, le invenzioni relative alle varie forme di artigianato. Nello stesso tempo, l'abbazia, era popolata di commercianti e di viaggiatori: perché, vi potrà sembrare strano, ma nel Basso Medioevo erano molti, quelli che viaggiavano; un buon numero avevano il compito di trasportare libri. I monaci, erano anch'essi in gran numero, dovete pensare che a Santa Maria succedeva, che per pregare la notte, i monaci dovessero osservare un turno. I monaci, rispetto alle suore di clausura, erano più liberi e non dovevano osservare le regole del silenzio; inoltre, il loro impegno maggiore doveva essere studiare. Sin quando la magia fu tollerata, per quasi tutto il Medioevo, i monaci facevano degli esperimenti, servendosi per alcuni di questi, delle botteghe degli artigiani. Vi erano, inoltre, dei contatti tra gli studiosi delle varie abbazie. Per questo i primi Alchimisti, furono dei monaci, anche se oggi, si tende a sottovalutare quest'aspetto. In una lezione precedente dicevo, che gli Alchemici, pensavano di ottenere una sostanza, dalla quale poteva scaturire la natura dell'eternità e la conoscenza del bene e del male; una sostanza, che in poche parole includesse tutte le cose. Per ottenere questa sostanza, utilizzavano delle formule, dette magiche, ma che in realtà, dovevano essere delle formule matematiche. Come dicevo, nella scorsa lezione, quando i Templari, contribuiscono allo sviluppo di città fortezze, come quella di Bisacquino, alcuni artigiani, lasciano Santa Maria, per mettersi in proprio. Questo fa sì, come succede in molte altre parti, che anche gli artigiani, utilizzando gli insegnamenti dei monaci, fanno degli esperimenti, soprattutto i fabbro ferrai (quando parlavo della fusione dei metalli). A questo punto, potreste muovermi questa domanda, ma di che tipo di monaci, poteva trattarsi, se, addirittura, avevano la pretesa di voler pervenire alla natura della conoscenza, del bene e del male? In effetti, vi devo dire che avevano ragione! Loro non mettevano, in discussione la creazione ad opera di Dio, per loro era importante capire, quale era il metodo, che portava alla conoscenza del bene e del male. Mi spiego meglio, Dio in sette giorni, che fa, realizza la Creazione, poi, come sappiamo, in seguito, Adamo ed Eva mangiano il frutto del peccato e vengono cacciati dal Paradiso. Se Adamo ed Eva, mettiamo l'ipotesi, non avessero, mangiato la mela, non sarebbe successo niente. Perciò, la mela rappresenta il punto di debolezza della Creazione; per i monaci il male. Siccome, solo Dio è perfetto, che nel Paradiso terrestre, ci sia il male è normale; perché la perfezione è solo Dio; la perfezione non esiste per tutte le altre sostanze. Ma c'è un altro enigma! Quale è il punto esatto dell'origine di tutte le cose? Potremmo dire, in termini moderni, quando Dio, schiaccia il pulsante che da il via alla Creazione? Le domande che ho posto, immedesimandomi nei monaci alchimisti, per molti secoli restarono solo delle eresie. In questi, ultimi secoli, si è sviluppata in fisica, una teoria detta sulle quantità o per capirci meglio la Teoria del Tutto. Gli scienziati, di questa scuola, partono dal principio, che in origine tutto l'Universo non era altro che una materia uniforme, inclusa dentro un cerchio (la concezione medievale, dell'infinito dentro il cerchio). A questo punto loro fissano una data, che risale a circa 13 miliardi e 700 milioni di anni fa. Chiamano il punto di inizio Big Bang. Il punto d'inizio, deve essere per forza, uno solo, una frazione di secondo. Ritornando all'esempio, di Adamo ed Eva, anche all'interno di questa massa uniforme, all'interno del cerchio, deve accadere qualcosa, per dare inizio a tutta la Creazione. Questi scienziati della fisica quantitativa, affermano che avviene uno scoppio, per cui con l'esplosione tutto si mette in movimento; mentre quando ancora non c'era stato lo scoppio, tutto era buio; con l'esplosione tutto diventa Luce. Per succedere lo scoppio, all'interno della materia, sarà successo qualcosa; il famoso punto debole. Tiriamo una linea, al centro di questo cerchio, al cerchio diamo il nome di Universo; una parte la chiamiamo materia (bene), una parte la chiamiamo antimateria (male); considerato che la perfezione non esiste, se non in Dio, il logorio della materia, crea un punto debole, dal lato del male che crea uno scoppio. La Fisica sulle quantità, anche se è pervenuta a delle scoperte importanti, ha ancora molte cose da scoprire. Tra le scoperte, le più importanti sono gli "Universi paralleli", le "Undici dimensioni" e la "Debolezza della forza di gravità". Argomenti interessanti, che mi piacerebbe affrontare, con lo stesso metodo di questa sera; applicandole alle concezioni del Medioevo ed al Cristianesimo; cosa che credo prima di questa sera non sia stata fatta e che può essere perciò utile. In conclusione, questi monaci alchemici, possiamo assolverli; un ultima annotazione, poteva succedere che nelle abbazie, certi esperimenti, non andavano a buon fine e qualche stanza del convento, per le polveri utilizzate, saltava in aria; faceva parte del gioco, poteva succedere!

Video tratto da You Tube






Video tratto da You Tube


I Templari di Santa Maria


Una buona serata; per quanto riguarda i Pidduzzi (i Beati Paoli) esistono varie tesi sulle loro origini; questa sera, ne approfondirò una. Durante la prima Crociata, intorno al 1129, i Templari vengono riconosciuti come Ordine monastico dalla Chiesa. Alcuni che sono partiti da Santa Maria tornano; per ricongiungersi, con gli altri monaci, che non erano partiti; sia per l'età avanzata, o perché consideravano il combattere, non idoneo alla loro professione di fede. Tra l'altr...o, i Templari, ritornano con una parte di tesoro, conservato nel tempio di Salomone; il posto dove alloggiavano, che era stato affidato loro dal re di Gerusalemme. I Templari, di tutta Europa, chiedono al Pontefice del tempo, di voler creare un ordine monastico di monaci guerrieri. Grazie alla condivisione di San Bernardo da Chiaravalle, l'ordine dei monaci combattenti viene riconosciuto, nel 1129. I Templari, prestano giuramento, unendo i riti del cavalierato con quelli del monachesimo benedettino. I Templari, in principio, ritornano tra i fraticelli di Santa Maria; in seguito, realizzano delle cittadelle fortezza. I fraticelli di Santa Maria del Bosco, invece, rimangono tra le foreste, ed il 20 marzo del 1318, riceveranno l'autorizzazione per realizzare un monastero Benedettino. I Templari, partecipano, a tutte le otto crociate; ma tra il 1312 ed il 1314, l'ordine viene abolito dal pontefice Clemente V, per eresia; anche, perché, i Templari avevano realizzato un avanzato sistema bancario; erano cresciuti in potere e ricchezza. Per questo, è anche probabile, per quanto ho detto sugli archi di Bisacquino, che è una città fortezza, che la sua crescita sia opera dei Templari; soprattutto per la sua forma ottagonale, della quale non ho ancora parlato. Sicuramente, fin quando l'ordine fu riconosciuto dalla Santa Sede, i rapporti tra i vertici della diocesi di Monreale con i Templari furono buoni; poi con la soppressione dell'Ordine, le cose cambiarono. I Templari, ben presto, divennero, una setta segreta, ma molto potente, tanto che nel 1500 verranno perseguiti dalla Santa Inquisizione; se questa tesi è rispondente al vero, allora i Pidduzzi sono dei monaci combattenti; i cosiddetti giustizieri di Dio, che punivano i baroni del tempo, dopo di averli processati; per tutelare gli indifesi. Ci sono diversi modi di vedere, per quanto riguarda quello che accade, dopo la soppressione dell'Ordine, in merito ai rapporti con il clero, in fondo anche se perseguiti avevano pur sempre giurato fedeltà alla Chiesa. 











Bernardo da Chiaravalle


Una buona serata; se per molti il Medioevo è visto come un periodo buio, io non lo credo, anche perché le colpe, che gli vengono attribuite, successero nella prima parte dell'età moderna. Questa sera, affrontiamo, un argomento bello, la vita ed il pensiero di San Bernardo da Chiaravalle; dalle regole di Bernardo da Chiaravalle sorse la badia di Bisacquino. Parlare del Medioevo e parlare di San Bernardo è la stessa cosa; il suo pensiero, fu la sintesi di tutto il Medioevo, non a caso è riconosciuta la sua santità sia dai Cattolici, sia dai Luterani che dagli Anglicani. Nacque nel 1090 in Francia. Da bambino, una vigilia della notte di Natale, successe che per una brutta malattia, non poté assistere alla messa di mezzanotte e lui c'era rimasto male; ma Dio volle che lui, quella notte facesse un sogno, in quel sogno vedeva la nascita vera di Gesù, con i personaggi che animarono quella notte. E' un episodio che Bernardo da Chiaravalle, racconterà, commuovendosi, per tutta una vita. Un altro episodio, succede nella sua giovinezza, all'età di sedici anni, quando perde la madre; la notte successiva, le appare in sogno sua madre, che gli rivela, che quando era in gravidanza ed aspettava lui, aveva fatto anche lei un sogno, che lui sarebbe stato, un difensore accanito della fede cristiana e che avrebbe indossato, i paramenti sacri. Dopo San Bernardo da Chiaravalle, sogneranno tutti nel Medioevo, ad esempio Santa Caterina da Siena, alla quale, appare in sogno Gesù, che La invita a farsi suora. All'età di ventidue anni Bernardo, viene a conoscenza, che c'è un monastero di monaci che sta per chiudere, in quanto non ci sono vocazioni, anche le risorse economiche sono al minimo. Nella famiglia di Bernardo, che è una famiglia nobile, sono quasi tutti cavalieri, come lui d'altronde, egli raduna tutti quelli non sposati e li convince ad andare a Citeaux; Bernardo è una persona timida e con timidezza, bussa con i suoi parenti al monastero. L'abate li accoglie, vorrebbe cedergli il suo posto, ma Bernardo dice che loro sono andati lì, perché chiamati da Dio, a condurre una vita umile, studiando e lavorando la terra. Ben presto saranno molti sulle orme di Bernardo a bussare alla porta del convento. All'età di venticinque anni, si fonda un nuovo convento, in un luogo donato da un suo zio ; questo suo zio abbagliato dalla fede di Bernardo, vorrebbe donargli il terreno più bello che ha, ma Bernardo sceglie il peggiore; una valle oscura; Bernardo chiamerà quel luogo: Chiaravalle; si trova alla periferia di Parigi. Da allora, non c'è Sovrano di Francia o Pontefice che non ha visitato quel posto. All'età di venticinque anni, ancora non è sacerdote, ma viene, lo stesso, nominato abate di Clarveaux. Bernardo, passa gran parte del suo tempo in contemplazione e negli studi ma si dedica anche ai lavori nei campi, perché ritiene il contatto con la natura, un modo per essere più vicini a Dio. La cosa che più rimane impressa di San Bernardo è il modo in cui si rivolge al Cristo. Sin da allora, nessuno si era espresso con tanta dolcezza e riguardo nei confronti di Gesù ed erano passati, circa mille anni dalla venuta del Cristo. Bernardo paragona Gesù al miele, Lo vede come una persona dolce, che comprende i problemi degli uomini e li condivide, perché anche Lui, li ha vissuti. C'è un altro sogno importante nella vita di San Bernardo, quando chiede in sogno a Gesù quale è stato il suo dolore più grande nella Passione, e Gesù gli risponde:
quando portava la croce e gli si è formata una piaga nella spalla. Dove arriva Bernardo da Clarveaux, le piazze si riempiono, perché tutti vogliono ascoltarlo. Dante Aligheri, colloca San Bernardo, nell'ultimo stadio del Paradiso, dove dopo una preghiera alla Madre di Gesù, da parte di San Bernardo, si vede la Santissima Trinità. Al tempo di San Bernardo, ci si sposava molto giovani, i matrimoni venivano decisi dai genitori; spesso succedeva, che qualche ragazza non volesse sposarsi, con il promesso sposo, perché voleva scegliere la vita religiosa; questo era motivo di vendetta del promesso sposo che poteva pure decidere per orgoglio di fare del male alla ragazza. San Bernardo, scrisse, un sermone, nella quale diceva che se una donna sceglie il Verbo cioè Dio, rispetto agli uomini merita rispetto, perché è una scelta più grande; da allora finirono le vendette. Bernardo da Chiaravalle morì nel 1153. Si deve a San Bernardo da Chiaravalle, se la figura della Madonna, è vista come la persona che porta la Grazia cioè Gesù e come la persona che chiede la Grazia cioè intercede tra Dio e gli uomini.
Buonanotte
Questa sera propongo questo video da you tube Amo perché amo, veramente molto bello dove la parola Verbo significa Dio
clicca qui sotto per vedere il video
https://youtu.be/OG_Jq8s6lTU

La voce del silenzio, il monachesimo


Una buona serata, questa sera, Vi parlerò del Monachesimo; di quelle persone, che pur essendo nel mondo, non vivono nel mondo. Questa, considerazione, è valsa soprattutto nell'ultimo periodo del Medioevo e durante la dominazione Spagnola. Nel clima di fervore religioso, anche a Bisacquino, sorgono alcuni conventi. Allora, entrare in un monastero, significava non far più parte del mondo, una volta attraversato quel cancello, si diceva addio, al mondo sino allora conosciuto. Qu...esto valeva, soprattutto, per le suore di clausura, come il convento della Grazia. Da quel giorno, avrebbero, solo incontrato le suore, con le quali convivevano. A queste suore, veniva attribuito un nome nuovo, perché da quel momento, i loro familiari erano alla pari degli altri; li avrebbero potuti incontrare, solo, una volta l'anno, da dietro un'inferriata. Il compito di queste suore, era di pregare, per espiare i peccati, delle persone che vivono nel mondo. Perciò, la loro vita era rivolta all'ubbidienza, ai digiuni e soprattutto alla preghiera. Vivevano di donazioni. In convento, i giorni erano sempre gli stessi, sveglia alle 5,30 poi lodi in comune, con una suora che recitava i salmi. Durante il tragitto, non si poteva parlare con nessuno; poi, ognuna, ritornava nella propria cella, a pregare. Alle 11.00 andavano tutte al refettorio, per il pranzo sempre in silenzio; la madre superiora, indicava con un cucchiaio, la suora che doveva leggere la lettura; durante il pranzo non si parlava. Al termine, si ritornava in silenzio nella propria cella. Alla fine del pomeriggio, le suore a turno, ma singolarmente, si occupavano delle pulizie. Dopo la cena, sempre in assoluto silenzio, finalmente le suore, potevano parlare con le altre suore: ma non per molto tempo. Con le lodi della sera, ogni suora ritornava, in assoluto silenzio nella sua cella. Non andava meglio ai monaci di Santa Maria, in quanto, anche la notte, dovevano andare in chiesa a pregare, con delle pause di qualche ora nelle loro celle; considerate, che di notte, faceva molto freddo. D'estate, pregavano tutta la notte, ogni tanto qualche monaco, cascava dal sonno, da una delle sedie del Coro. Per fortuna, le regole di San Benedetto, erano meno rigide di quelli della clausura, per questo a pranzo e cena si poteva bere del buon vino. La vita monastica, ebbe il suo declino, durante il periodo napoleonico, poi con l'unità d'Italia. Ancora oggi, in qualche angolo della Sicilia, ci sono suore, che pregano per noi, ed espìano i nostri peccati.
Molto bello il video che vedremo questa sera, preso da you tube
https://youtu.be/l7bXaw19teI

Costruzione virtuale labirinto


Una buona serata a tutti, eravamo rimasti alle quattro porte che chiudevano il paese, nel periodo arabo; ora visto che ci sono molti archi nel centro storico, quale poteva essere la loro funzione. Come, dicevo l'altra volta, considerato che la città si andava ingrandendo, può essere che le porte d'ingresso, dovevano. necessariamente, essere spostate; questo comportava che il paese, venisse costruito in maniera disordinata; concentrando tutto in un'area limitata. Un altra ipotesi, può essere legata al fatto, che nel Medioevo, si creavano le città con tre mura di cinta, quello centrale era detto dongione, le cinta si realizzavano attorno al palazzo della Signoria. Un'ultima ipotesi, quella più affascinante, è quella che siamo in presenza di un vero e proprio labirinto: lo scorso anno, ho cercato di elaborarlo, ma mancano all'appello, molti tasselli. Ora, farò un viaggio virtuale della Bisacquino antica, sottolineo virtuale perché è una mia idea. Vi dicevo l'altra volta che la piazza rappresentava Dio, come nel labirinto di Alatri; ora visto che tutte le strade, convergevano con la piazza, il labirinto dovrebbe funzionare, partendo dalle strade della piazza e solo una può condurre ad unica via d'uscita; nell'ipotesi che tutti i varchi vengono chiusi. Visto che il labirinto è qualcosa di complicato soffermiamoci sul viaggio virtuale. Consideriamo il paese come è ora senza alcuna trasformazione. Partiamo dall'arco di via Degli Orti che chiudiamo dove c'è l'arco del ponte. Dalla via Conceria ci spostiamo in piazza Triona; perveniamo nel corso Umberto, dove troviamo un arco e più sotto, dove c'è il convento, in prossimità della chiesa della Madonna delle Grazie ne troviamo un altro che chiudiamo con un portone. Il primo arco fa parte del dongione. Dove ora comincia la via Benincasa mettiamo una torre che chiude il corso Umberto. Le torri, hanno il ruolo, di chiudere una strada, quando si pensa che questa via può essere allungata. Le torri erano presidiati dai soldati. Ora, attraversando, la via Dottor Noto, che sarebbe una parallela a valle del corso Umberto, perveniamo nella via Ecce Homo, dove troviamo due archi. Chiudendoli entrambi, ci restano due varchi uno in prossimità della chiesa Madonna delle Grazie ed uno in prossimità della via Senape, che chiudiamo. Perveniamo nella via D'Ambrogio, chiudiamo con una torre o un muro e perveniamo nel secondo arco del corso Umberto, di fronte la via Raia. Mettiamo una torre, nel corso Umberto, che chiude e saliamo la via Raia. Qui troviamo, un arco, in prossimità, della via Bona che chiude. Mettiamo una torre dove comincia la via Raia dal lato del Rosario, che chiude. Mettiamo ora una torre che chiude in via XXIV maggio, sotto Santa Lucia. Scendendo la via Roma, troviamo un arco, attraversando un tratto della prima traversa, che chiudiamo con un portone. Tutti gli archi, li chiudiamo con dei portoni. Scendendo ancora la Via Roma, incontriamo un altro arco che chiudiamo, e come maggiore protezione un altro che chiudiamo. Mettiamo una torre nella via Roma, dopo l'arco e saliamo per la traversina, prima della via Giardina; perveniamo così nella via Caronna, dove troviamo un arco molto lungo, che porta in un grande cortile senza via d'uscita; accanto all'arco come abbiamo fatto poco mettiamo una torre. Ritorniamo indietro, all'inizio di via Caronna e prendiamo la strada parallela, la via Lo Iacono dove chiudiamo i tre varchi; dove finisce la via Lo Iacono, vicino la chiesa di Santa Lucia chiudiamo l'arco e mettiamo una torre. Ritorniamo indietro, sempre nella via Lo Iacono, che poi comincia a chiamarsi via Colca; perveniamo all'arco di Via Colca che chiudiamo; attraversando tutta la via Colca dovremmo chiudere altri due piccoli varchi, così perveniamo nella via Savoca; chiudendo il piccolo varco in prossimità della via Gallo siamo giunti all'Acquanova. Mettiamo una torre dove finisce la Via Savoca nella via Acquanova; saliamo per la salita Perricone, dove troviamo l'arco di Via Capra, che chiudiamo; attraversando gli archi di via Capra, perveniamo ai due archi della salita Oddo; chiudiamo con una torre tra la via Capra e la salita Oddo. Attraversiamo tutta la via Tortomasi, troviamo un arco che chiudiamo. Chiudiamo l'arco Bruno nel corso Triona, e ci spostiamo dalla Via Mancuso a San Vito; nella via Mancuso abbiamo solo un varco da chiudere. A San Vito, chiudiamo accanto all'orologio da torre, scendiamo da dove c'è il comando dei vigili urbani; chiudiamo due varchi stretti e siamo giunti ai famosi due archi di via Carmine; chiudiamo come al solito con una torre la via Carmine. Scendiamo verso Sant'Antonio, ci basta chiudere solo un varco stretto, dove troviamo un primo arco che chiudiamo, in prossimità della via Via Villa; ed un altro arco dopo la chiesa chiudiamo e mettiamo una torre. Saliamo dalla parte interna sino a giungere nella via Florena. Fine del percorso. All'interno del perimetro rimangono la chiesa Madre, la chiesa del Carmine, la chiesa di Sant'Antonio e quella di San Vito. Comunque sono possibili anche percorsi alternativi. Buonanotte.

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