Origine del nome Bisacquino

Bene, parliamo questa sera dell'origine del nome di Bisacquino. Il nome Bisacquino, secondo me significa "Quell'acqua che scorre!"; più in avanti spiegherò il perché. Il canonico Lucia, dice a differenza dell'Avv. Caronna Farina, che in arabo il nome Bisacquino, significa patria del coltello; per questo per quanto riguarda Bisacquino, occorre ritrovare le origini nel periodo della dominazione araba. Nel periodo bizantino, prima di quello saraceno, in latino Bis Aqua significa doppia acqua come sosteneva l'Avv. Caronna Farina. Quest'ultimo, negli anni prossimi al periodo del mille ottocento, scrisse una Monografia su Bisacquino, prendeva come spunto, un grande conoscitore della lingua araba, il Canonico D'Angiò, che nel 1700 aveva tradotto la parola Bisacquino, come abbondante d'acqua. Secondo me, ha ragione l'Avv. Caronna Farina, anche se il Lucia sostiene questa tesi come quella di patria del coltello.  Il canonico Lucia che nel 1968, scrisse anche lui una bella Monografia su Bisacquino, sosteneva in quanto aveva scritto all'Università del Cairo, che la parola Bisacquino significasse "patria del coltello".
In effetti la parola che si pronuncia Sikin, secondo i miei studi significa coltello, invece non ho trovato in arabo la parola Abu che il Lucia sosteneva che significasse Padre o Patria; per questo se ci sono dei conoscitori dell'Arabo, possono darci maggiori ragguagli. Il canonico Lucia aveva, secondo me sottovalutato il fatto che l'Egitto dal 600 all'800 fu per parecchio tempo, sotto l'influenza dei Turchi, per cui la lingua che si parlava, era un miscuglio tra Arabo e Berbero. In effetti, nella lingua Berbera, Bisacquino da me tradotto diventa Bu sa akan che significa l'acqua che scorre.  Gli arabi sbarcarono in Sicilia dalla Tunisia quando iniziarono la conquista, la prima città ad essere conquistata fu Mazara del Vallo poi arrivarono a Sambuca e da lì nella parte interna quindi nel territorio di Bisacquino. C'è chi dice che occorsero dieci anni per conquistare Palermo chi dice che occorsero quattro anni. Da sottolineare che erano in prevalenza come provenienza dei Berberi in quanto tutti i paesi del nord africa che si affacciano sul mediterraneo sono come appartenenza indicati come Berberi. Con i Normanni il nome di Bu su akan cambio in Busacchinum come riporta il D'Amico, con l'avvento della lingua siciliana divenne Busacchinu. Bu significa quella, su acqua e akan scorre. In effetti, a Bisacquino nel quartiere Acquanova, la parte alta del paese, sorge la sorgente del fiume Bruca, affluente del fiume Belice, che attraversa la piazza del paese. Per tutto questo ritengo che la parola Bisacquino sia riferibile alla frase l'acqua che scorre. Una buona serata.

Nella foto vedete il castello - casale arabo nel territorio di Bisacquino dal nome Battellaro. 

I Malcovenant



Qualche breve cenno sui Malcovenant. Visto che in nessun libro di Bisacquino se ne parla, tranne il Lucia nella sua monografia, ma solo perché produce l'atto del 1183 con il quale i Malcovenant donavano il territorio di Bisacquino al Vescovo di Monreale; in quanto l'erede andava in sposa ad un altro grande feudatario Roberto di Tarsia. I Malcovenat, erano una famiglia normanna, che avendo aiutato il conte Ruggero, gli erano stati donati dei feudi. Fu una delle prime famiglie baronali della Sicilia. Gli erano stati concessi nel 1076 le baronie di Calatrasi, di Busacchino e di Racalmuto. Nel 1160 però Calatrasi che era una fortezza che si trovava vicino il paese di Roccamena venne riconquistata dagli arabi. I Malcovenant, riuscirono a fuggire tramite una galleria segreta e poi raggiunsero Bisacquino. Anche a Bisacquino esiste con certezza una galleria segreta, ora che con Palermo che è diventata città della cultura per il 2018, soprattutto per i suoi siti arabo - normanni, speriamo che da parte degli studiosi ci sia un interessamento per il nostro paese, in particolare per i cortili di via Florena, per l'arco dell'Orto, dove dovette sorgere il primo luogo di culto dei normanni e per questa famosa galleria, della quale se ne è sempre parlato che da Bisacquino conduce al castello arabo di Battellaro anch'esso arabo che si trova nel nostro territorio. I Malcovenant, avrebbero potuto scegliere di vivere a Bisacquino od a Racalmuto. Scelsero Bisacquino, anche perché lì vi era un piccolo castello, che però poi in seguito sarebbe diventato uno dei grandi della Sicilia. A Bisacquino, portarono delle novità anche nei balli tradizionali. I Malcovenant pur essendo normanni, parlavano la lingua francese, in quanto provenivano dalla Normandia nel nord della Francia. C'è un libro scritto su quel periodo, non citato, neanche nelle note, da nessuna monografia su Bisacquino, che parla di due baroni, un Guglielmo e poi di un Roberto, scritto in francese; la traduzione in Italiano è del 1790, il titolo del libro è Storia della Sicilia. Il Lucia parla di un Goffredo come primo barone. In questo momento non ricordo l'autore. Il territorio di Bisacquino è quello che vi ho fatto vedere l'altra volta, con la cartina, con i territori di Raia, Terrusio, Patellaro e Bruca. Cartina che era stata prestata da un mio amico, che farà parte di una galleria il prossimo anno a Palermo. Dopo i Malcovenant, le proprietà del palazzo non passarono al Vescovo di Monreale ma alla famiglia Florena. Avendo un poco di tempo a disposizione, cercherò di scoprire quale fu il motivo per il quale passarono a questa famiglia. I Malcovenant c'è chi sostiene che persero le tre baronie perché caddero in disgrazia a corte; grazie al Lucia sappiamo invece che fu per un matrimonio combinato. 

Il cenacolo

Una buona serata, continuiamo questo cammino nei quaranta giorni di Gesù di Nazareth dopo la Resurrezione. Lo analizzerò, sempre dal punto di vista delle fonti storiche, come dicevo l'altra volta, usando il metro dei monaci del medioevo di Santa Maria del Bosco, che significava credere, in tutto quanto era stato tramandato. Per questo anche io, sono pienamente convinto, che la persona della Sacra Sindone è Gesù di Nazareth, al di là di quanto nel corso della mia vita cercheranno di farmi credere, con i loro ragionamenti empirici; inoltre, credo anche che la prima persona, che conservò quel lenzuolo, fu Maria di Magdala. Dopo i due incontri il giorno di Pasqua, prima con Maria di Magdala e poi con Cleopa ed Elia, i due discepoli di Emmaus, per una settimana non vengono citate altre apparizioni. Lo stesso giorno di Pasqua, sia Maria di Magdala, che i due discepoli di Emmaus, avevano informato Pietro e gli altri discepoli, che Gesù era apparso loro, ma ancora essi sono increduli. L'ottavo giorno, mentre i discepoli ancora si nascondono nel cenacolo, Gesù appare loro. Come dicevo l'altra volta, Gesù si muove dopo la resurrezione nello spazio, non più nel tempo, per questo le apparizioni trovano una giustificazione. Gli studiosi della Fisica, possono meglio eccepire questo concetto. Nella tradizione cristiana, il numero tre è visto come il segno della perfezione: sia nelle persone della Santissima Trinità, sia nei tre giorni della passione, morte e resurrezione (kerigma) e sia per questo incontro. Come per i due incontri il giorno di Pasqua, Gesù dopo la resurrezione, è una persona diversa, sia nel corpo così anche nel carattere. Come dicevo l'altra volta, se lungo il corso della sua vita è un uomo che va prendendo consapevolezza di essere Dio, ora e Dio. La parola "Dio", significa nel vecchio testamento "Colui che è". Nel nuovo testamento "Colui che è la Via, la Verità e la Vita. Al fine di evitare che vi siano delle critiche, in un argomento così delicato, affrontato in questo periodo dell'anno, considerate sempre che è solo uno studio e non vuole essere un messaggio dottrinario, ma storico. E veniamo quindi a questo incontro così importante. E' importante, soprattutto, in quanto le prime parole che Gesù pronuncia sono: "Pace a Voi"; questo non è un messaggio diretto solo ai discepoli. Pace a Voi, per quanto dicevo l'altro giorno, quando parlavo delle ultime parole in questa vita di Bernardo da Corleone, "Paradiso, Paradiso" rappresenta, appunto, questo incontro della gente di ogni tempo, dopo la morte con il Messia. Per ritornare ai monaci di Santa Maria, il concetto di salvezza dell'umanità, viene visto come salvezza dell'anima, per cui con il medioevo oltre ai conosciuti limbi del paradiso e dell'inferno, si concepisce un terzo limbo, quello del purgatorio. "Pace a Voi" significa, quindi, come io ora sono nella pace così, spero che anche Voi, un giorno siate nella pace. Cerchiamo di comprendere meglio il concetto, i discepoli prima dell'apparizione di Gesù, sono delle persone che temono per la loro vita, si nascondono, non escono perché temono di essere riconosciuti, hanno paura; sono, inoltre, delle persone deluse, le loro certezze sono venute meno: "Loro hanno visto!". Hanno visto la persona che consideravano il Messia, morire sulla croce, come tutti gli altri, che si opponevano alle istituzioni; loro sono dei vinti, degli sconfitti. Pochi minuti dopo, con l'apparizione di Gesù tutto cambia. Essi si inginocchiamo dinnanzi al Messia, piangono di gioia, per aver ritrovato l'amico perduto. Gesù per dimostrare che è, realmente risorto, che non è un fantasma, mostra loro il costato, poi chiede qualcosa da mangiare. La prossima volta, parleremo del quarto incontro, quello con il discepolo Tommaso, anche con riferimento al Vangelo apocrifo di Tommaso, trovato in Egitto nel 1945; anche se non fa parte dei Vangeli canonici, ha per noi rilevanza dal punto di vista storico. Un ultima considerazione, la più importante, Pietro e gli altri si scusano con Gesù, per averlo rinnegato, con cuore sincero, anche questa volta, ascoltando le loro parole di vero pentimento, Gesù si commuove. Per questo, "Pace a Voi" significa, in ultima analisi, anche se avete fatto dei peccati, cercate di non farne più, pensate alla salvezza delle vostre Anime per trovare, quella serenità, che ora io ho.

Cerca nel blog