Pagine

domenica 30 ottobre 2016

I templari di Santa Maria del Bosco


L'immagine che vedete si trovava nella chiesa dell'Abbazia di Santa Maria del Bosco è raffigura San Bernardo de Tolomei fondatore dell'ordine benedettino degli olivetani che in sogno vide una scala lunghissima e ad aspettarlo Gesù. Esistono molte leggende sul luogo, una è molto simile a quella di Bisacquino questa volta con qualche fonte scritta anche su internet dove si dice che un esercito di cavalieri guidati da un abate vestito con i paramenti scende da una chiesa sospesa tra cielo e terra che si trova proprio sopra l'attuale chiesa. Sono forse questi i forti cavalieri che andarono in aiuto dei normanni distruggendo il castello di Battellaro e la città di Entella? credo che non è proprio così! Ritengo che ancor prima dei saraceni e durante il periodo del loro dominio alcuni cristiani si erano rifugiati nelle foreste di Santa Maria divenendo abili con le spade e gli archi; questi dovevano essere venuti a conoscenza di quanto stava accadendo e saranno intervenuti; probabilmente facevano parte di uno di quegli ordini cavallereschi che sorsero di pari passo con il monachesimo intorno al 500 e per questo usavano degli abiti particolari.

Notizie sulla storia della Madonna del Balzo

In nessun libro di storia su Bisacquino si fa riferimento al fatto che la festa ricada il quindici di agosto; dai miei studi risulta che accade in questo giorno perché il 15 di agosto del 1679 fu innaugurato il Santuario. Per quanto riguarda la vecchia immagine che parte della tradizione orale sostiene sia nascosta dietro l'altare del santuario come è uso fare nei santuari ritengo che probabilmente la Madonna originaria sia effettivamente nascosta tra le rocce del Santuario ma trattandosi di una pittura alta due palmi è difficile da rintracciare. Di questa immagine la più antica stampa si trova nell'archivio della Arcidiocesi di Monreale, si trattava di una piccola immagine alta due palmi di grandezza uguale a quella di Tagliavia e a quella originaria di Santa Maria del Bosco. Padre Domenico Stanislao Alberti nel 1717 visitando il santuario parla di questa immagine dell'altezza di due palmi. Nel corso dei miei anni di studio ho sempre di più avuto ammirazione e rispetto per l'abate e canonico padre Bartolomeo del Giorgio uno dei benefattori del Santuario al quale si deve la realizzazione del bel basso rilievo della Madonna col Bambino uno dei più belli di tutta Italia che oggi si può ammirare all'interno della sua nicchia e che secondo i miei studi dovrebbe essere di scuola napoletana, fine '700. Inoltre si deve al Del Giorgio se la storia della Madonna del Balzo sia arrivata sino a noi grazia al suo libro Relazione Storica sulla Madonna del Balzo del 1787 opera ripresa da tutti gli storici successivi di Bisacquino. Del libro del Del Giorgio ne esistono ancora alcune copie in originale hanno una copertina dal colore tra il giallo ed il marrone una si trova tra l'altro nella biblioteca di Sciacca. Per quanto riguarda i mosaici all'interno della nicchia furono realizzati intorno al 1960 offerte alla Madonna del Balzo dalle sorelle Chiarchiaro che abitavano in via Savoca. Una curiosità alla fine del 1970 nell'arco della Madonna delle Grazie fu rubato un quadro, sotto questo quadro si scoprì una pittura in una roccia della Madonna del Balzo che i ladri non riuscirono a rubare; che sia questa la Sacra Immagine del Balzo? 
Per quanto rigurda la statua, che si trova a Bisacquino, dei primi anni del 1900, occorre dire, che mentre si stava realizzando a Palermo, nelle nostre zone, tutti quelli che l'avevano vista dicevano che era bellissima; così gli abitanti di Campofiorito che erano molto devoti alla Madonna sapendo che per portarla a Bisacquino dovevano passare dal loro paese, fermarono il carro che la stava trasportando e vollero che si scoprisse lì; in processione la portarono al Santuario incontrandosi con la popolazione bisacquinese ai Pileri; andarono tutti al Santuario. Questa statua è custodita oggi nel convento di San Vito e si porta in processione il quindici di agosto. Dal 13 al 15 agosto un altare monumentale viene allestito in piazza Triona.

La Madonna di Tagliavia


Durante il periodo dei saraceni, come ho già accennato in un precedente post, alcune famiglie cristiane si erano nascoste nella foresta di Santa Maria, da qui la leggenda dei cavalieri e dei monaci detti in seguito custodi del tempio di Gerusalemme; questa comunità aveva una particolare devozione per un immagine della Madonna con il bambino Gesù incisa in una grande quercia. Questa immagine si tro...vava nell'altare maggiore della prima chiesetta che fu innaugurata nel 1309 dal vescovo di Agrigento Bertoldo come narra padre Olimpo da Giuliana che visse a Santa Maria nella seconda metà del 1500; con la costruzione della nuova chiesa si dice che questa immagine venne murata in una parete della chiesa ma non è stata mai più trovata; identica sorte è toccata all'immagine originaria della Madonna del Balzo che con l'abbellimento del Santuario nella seconda metà del 1700 pare che sia stata murata in una parete della chiesa; invece nel terzo santuario di eguale importanza della nostra zona cioè quello di Tagliavia succede il contrario. Alla fine del 1700 l'Arcivescovo di Monreale vedendo che i terreni di Tagliavia versavano in uno stato di abbandono decise di darle in affitto a dei pastori. Esisteva qui una vecchia cappella ormai abbandonata e cadente, i pastori decisero di utilizzare le pietre della cappella per costruire un recinto per le pecore; ma, dietro una parete era nascosta una pittura della Madonna del Rosario con i santi Caterina e Domenico in segno di grande devozione. Tolto il dipinto, nel luogo cominciò a sgorgare dell'acqua miracolosa che tra l'altro guarì un ginocchio al re Ferdinando III di Borbone che fu sempre legato a questa Madonna anche con molte donazioni; questi trascorreva molti periodi dell'anno nella regia di Ficuzza che si trova nelle prossimità, dove trasferiva la sua corte. Dopo pochi anni fu costruita la chiesa che fu innaugurata il giorno dell'Ascenzione; per questo in questo giorno anche da Bisacquino molti si recano al santuario della Madonna di Tagliavia. Per ricordare questo evento il giorno dell'Ascensione anche al Santuario della Madonna del Balzo si svolge una funzione religiosa per le persone che non possono andare a Tagliavia. Molti abitanti della valle del Belice si recavano e si recano acora oggi a Tagliavia. Prima però visto che il pellegrinaggio avveniva a piedi le persone dovevano trascorrere delle notti a camminare nel buio che non si sa come però erano sempre guidate da un cielo stellato; così nel 1896 davanti a dei pellegrini del paese di Vita un loro abitante che aveva gravissimi problemi di salute a Tagliavia il giorno dell'Ascenzione venne miracolato. Da allora, la Madonna di Tagliavia divenne la protettrice del paese di Vita e vi si svolge la festa principale del paese.

San Bernardo da Corleone

 Nella storia di Bisacquino una delle perle più belle che ha attraversato i nostri suoli è stato Filippo Latino, conosciuto poi come frate con il nome di Bernardo da Corleone. Egli nacque nei primi anni del 1600. Sin da bambino attraversò le nostre strade in quanto il padre era di Chiusa Sclafani e dopo sposato era andato a vivere a Corleone. Bernardo ebbe molti fratelli e sorelle; visse in una fam...iglia di santi per l'educazione impartita loro dai genitori; ma all'età di quindici anni gli morì il padre e tutta la responsabilità del mantenimento ricadde sulla madre. Bernardo allora aprì una bottega di calzolaio. Con i ragazzi della sua età si divertiva a giocare con dei bastoni simulando che fossero spade, per questo divenne un abile spadaccino. La notte spesso interveniva incappucciato per difendere alcune donne del paese delle quali volevano profittarsi i soldati spagnoli. In un duello ferì gravemente un nobile palermitano per questo dovette nascondersi in un convento di frati francescani. Questo episodio è stato ripreso anche da Alessandro Manzoni creando la figura di frate Cristofaro. In convento, una sera mentre guarda le stelle pensando a quale sarebbe stato il suo futuro da clandestino viene abbagliato da una forte Luce che lo accompagnerà per tutta la sua esistenza. Chiesto perdono al nobile palermitano Bernardo ritorna in bottega ma capisce che quello non è più il suo ruolo. Cresciuti i fratelli decide di farsi frate dei cappuccini; ma dentro l'ordine non avrà vita facile. Sia per il fatto che i nobili ancora non gli hanno perdonato il ferimento di uno di loro, sia per il fatto che alcuni potenti frati non accettano il fatto che lui si è dato come regola di vita il mangiare solo poco pane e poca acqua. Comincia così il calvario per Bernardo da Corleone che di continuo viene trasferito da un convento ad un altro tra i quali il convento di Bisacquino e di Chiusa Sclafani. Ma Dio non abbandonerà mai per tutta la vita il fraticello di Corleone che intanto ha ricevuto le stigmate di Gesù. Una delle frasi più belle dette da San Bernardo nei momenti in cui subiva delle angherie era "che piangeva i peccati che gli altri commettevano" per dire che nella vita ci sono si dei peccatori ma ci sono altri che espiano queste colpe per il bene dell'umanità. San Bernardo quella sera che vide la Luce capì che gli uomini non sono creati per i beni della terra ma per quelli del Cielo; era un frate analfabeta che di fronte ad ogni prova della vita sognò sempre il Paradiso. Quando aveva da poco tempo superato i sessant'anni, Dio lo chiamò a se, ma prima di morire Bernardo disse ai frati che l'assistevano: "Tutti dobbiamo salvarci" poi, abbozzò un sorriso e disse ai frati: "Adesso il Paradiso è più vicino. E' l'ora di andare".